Vetto in delirio fino all’alba La festa per la vittoria è finita alle cinque del mattino
Dopo le premiazioni al Mapiana la squadra si è spostata nel bar di Castelnovo Monti di Giancarlo Mercati poi i festeggiamenti in paese
VETTO
Il trionfo gialloverde al Torneo della Montagna ha riscosso un’ampia eco in tutta Vetto, e ha coinvolto nei festeggiamenti anche chi in genere non segue il calcio.
Di certo, Raffaele Crovi avrebbe potuto trarne un efficace racconto o forse addirittura un libro: il celebre scrittore e letterato era originario di Cola, e più volte ha saputo descrivere con maestria le vicende vettesi.
Ad ogni modo, parlando più nello specifico di domenica scorsa, la grande festa targata Vettus ha preso il via pochi istanti dopo la conclusione dell’interminabile finalissima Dilettanti: la prima ondata di spumante è arrivata negli spogliatoi dello stadio Mapiana di Baiso, e ha subito stemperato la tensione legata al complesso confronto con il Cervarezza. Terminate le premiazioni, la gioiosa comitiva gialloverde ha preso la strada di Castelnovo Monti, dove il Vettus ha ricevuto i complimenti di un personaggio davvero emblematico per il Torneo della Montagna: si tratta di Giancarlo “Chicchi” Mercati, giocatore di lungo corso nonché attuale gestore di un affermato e frequentato bar.
Il locale ha fatto da cornice a un ulteriore momento di festa per il capitano della formazione vincitrice del Montagna 2018 Ivan Ruffini e per la squadra, alla presenza dei tanti clienti.
Dopo un successo così travolgente, può essere sembrato strano vedere una Vetto deserta: tutto il comune della Val d'Enza si è però ritrovato nella località di Sole, per la consueta festa di inizio agosto.
Un appuntamento che quest’anno ha sottolineato ancor meglio l’affermazione gialloverde.
Prima tutti a tavola per un apprezzato ritrovo gastronomico, cui hanno partecipato anche i ragazzi e i genitori del Vettus Giovanissimi: nonostante l'amarezza per aver mancato il titolo di categoria, il trofeo vinto dai Dilettanti ha fornito un'occasione di ritrovo e sorrisi anche alle promettenti “nuove leve”.
Poi via a canti e balli per tutta la notte, sempre all'insegna della sana goliardia: riflettori spenti solo intorno alle 5 del mattino. Resta solo da risolvere una curiosità, legata allo striscione che il Vettus ha esposto domenica sùbito dopo la vittoria: perché il numero 6 era in bella evidenza, nonostante si tratti del settimo titolo?
«Una scelta voluta - ha spiegato il presidente Pioppi -. Prima della finale le nostre vittorie tra i Dilettanti erano in effetti sei, quindi abbiamo deciso di essere scaramantici». —
N.R.
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