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Marco Arturo Romano è sicuro: «L’obiettivo è stare al vertice»

Roberto Tegoni
Marco Arturo Romano è sicuro: «L’obiettivo è stare al vertice»

Il vice presidente della Reggio Audace è al lavoro anche per convincere Spanò «È un simbolo della squadra, sul mercato se ci sarà l’occasione saremo pronti»

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REGGIO EMILIA. Lo staff tecnico c’è. Ora manca la squadra. A disegnare il profilo della nuova Reggiana è il vicepresidente granata Marco Arturo Romano che spiega le prime mosse della società.

Lunedì inizierà la stagione?

«Saremo tutti a Reggio per cominciare, anche con il nuovo mister. Abbiamo un lungo elenco di giocatori, anche giovani e lunedì lo staff tecnico avrà modo di conoscerli. Entro questo fine settimana li contatteremo e poi faremo questo lavoro».

Un grande concentramento?

«Esattamente. Per forza, non abbiamo alternative perché abbiamo poco tempo».

Avete stimato un budget per la prima squadra?

«Tra parte tecnica e calciatori saremo sugli 800 mila euro. Chiaro capitasse l’occasione il CdA dovrà fare uno sforzo in più. Abbiamo fissato dei paletti, ma vogliamo fare bella figura».

Disposti a fare follie?

«Follie non direi. Una società di calcio non è un casinò. La nostra filosofia è di fare il passo lungo come la gamba. Poi parliamo di calcio, quindi non si può razionalizzare proprio tutto e qualche occasione va colta al volo con un piccolo sforzo».

Il direttore dell’area tecnica è Tito Corsi, ma lei darà qualche consiglio?

«Darò una mano, perché mi piace il calcio. Sono un appassionato».

Non si rischia di litigare?

«Non credo, Corsi è una persona saggia».

Ha conosciuto anche Marco Lancetti?

«Debbo dire che la prima impressione è stata positiva: ho conosciuto una persona competente che certamente ci darà una grossa mano. Un valore aggiunto in questa fase concitata. Siamo arrivati lunghi coi tempi e abbiamo tre settimane per selezionare i giocatori, vederli, fare la preparazione e organizzare la rosa».

Il primo impegno ufficiale, la coppa Italia di serie D, sarà il 19 agosto.

«Cercheremo di farla slittare. Il rischio è di fare brutte figure. Preferiamo lavorare per poi partire col campionato più pronti».

In porta preferirebbe avere un giocatore esperto o un giovane?

«Siamo tutti in sintonia: il portiere, un attaccante, un difensore centrale e un centrocampista devono essere di spessore. Servono 5-6 calciatori di categoria superiore nei posti chiave, nell’asse centrale che facciano la struttura della squadra».

E i giovani?

«Bisogna selezionarli bene, devono essere in grado di reggere la competizione. Non dico di vincere il campionato, anche se ci proveremo, ma anche per stare in alto. Altrimenti rischiamo di perdere un anno».

Spanò?

«È un simbolo di questa squadra e vogliamo che resti con noi. Stiamo lavorando. Venitucci? Siamo un po’ più lontani, dobbiamo capire come sta recuperando dall’infortunio».

La vedremo allo stadio?

«Amo il calcio, verrò anche in trasferta. Sono ottimista, ci divertiremo».

Vorrebbe i derby con Modena e Cesena?

«Sono affascinanti, anche se un girone più tenero non lo disdegnerei». —

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