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La Grissin Bon “made in Italy” in corsa per il premio della Lega

Adriano Arati
La Grissin Bon “made in Italy” in corsa per il premio della Lega

La nuova Pallacanestro Reggiana schiererà sei giocatori italiani su dieci In passato la società di via Guasco ha portato a casa anche 300mila euro

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In lotta per il premio italiani. Nella prossima stagione di serie A la Grissin Bon e poche altre società utilizzeranno, almeno in avvio, la formula del 5+5, che prevede a referto un massimo di 5 stranieri senza vincoli di passaporto. L’alternativa è il 6+6, sfruttabile pagando una “penale”. Reggio per ora userà 4 stranieri, scelta che la fa rientrare comunque nel 5+5. Con questa soluzione, l’unico adempimento è avere 10 professionisti tesserati, e un massimo di 5 stranieri, ma sulla carta una società potrebbe schierare anche 10 italiani. Nel 6+6, invece, è necessario avere sempre 6 contratti stranieri depositati in Lega.



Il 5+5 permette di gareggiare per i premi destinati da Legabasket alle formazioni che maggiormente impiegano atleti nostrani. In questo decennio la Grissin Bon ha dominato la graduatoria, e negli anni più ricchi ha portato a casa oltre 300mila euro di bonus. Nella scorsa stagione gli infortuni hanno stroncato ogni tentativo, nel 2018-19 i biancorossi ci riproveranno. La compagnia è scarsa: Brescia, Pesaro, Cremona, Pistoia e Trento. Rispetto al passato, la corsa è meno appetitosa. I premi sono ridotti, ben lontani dai ricchi assegni del passato recente. Inoltre, verranno conteggiati solo i minuti dei giocatori nati dal 1991 in poi o con presenze in Nazionale. Una novità pensata per incentivare l’uso di giovani, ma anche un vincolo penalizzante. Reggio non avrà problemi in questo senso, tutti i suoi italiani rientreranno nel conto. Non è poi detto che il 5+5 porti risparmi immediati. I bonus sono più bassi, si è detto. Il costo degli stranieri è in proporzione più basso rispetto a quello degli italiani, e con il 5+5 almeno tre elementi nostrani da rotazione sono necessari. Senza contare che con 6 stranieri si può provare qualche scommessa a basso prezzo. La stessa Reggio ha deciso per questa formula una volta sicura del rientro di Mussini, e quindi pure del suo ingaggio. Senza di lui si non era da escludere il 6+6 con Bonacini e Vigori a completare la rosa.



Tutte le società possono cambiare in corsa, pagando la penale e rinunciando ai premi. Fra chi adotta questa formula, la Grissin Bon è sulla carta una delle realtà coi minutaggi italiani più corposi. Pistoia e Pesaro punteranno inevitabilmente su quintetti stranieri da spremere il più possibile. Cremona può contare sul passaporto italiano di Travis Diener, e coach Sacchetti ama rotazioni larghe. Le due favorite sono però Brescia e Trento. Brescia ha perso Michele Vitali ma ai confermati Luca Vitali e Brian Sacchetti ha aggiunto un titolare come Abbass e tre elementi affidabili per rimpolpare la panchina: Zerini, Ceron e Laquintana. Trento parte da uno zoccolo duro ricco, con Filloy, Flaccadori, Lechtaler, ha riportato a casa un titolare da 30’ come Pascolo e aggiunto un cambio di vaglia come Mian e un giovane interessante, Mezzanotte. —



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