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Mister Luciano Foschi ricorda l’estate 2005 Dopo il fallimento i granata finirono in C2 

«Quando ripartimmo con un po’ di ragazzi e senza una sede»

Jacopo Della Porta

l’intERVISTA«Il primo agosto del 2005, dopo il ritiro al Giglio, partimmo per il raduno a Civago con una banda di ragazzotti, tra cui molti del settore giovanile. Non avevamo la sede perché era sotto...

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«Il primo agosto del 2005, dopo il ritiro al Giglio, partimmo per il raduno a Civago con una banda di ragazzotti, tra cui molti del settore giovanile. Non avevamo la sede perché era sotto sequestro. Non avevamo niente a disposizione...». Luciano Foschi, neo allenatore del Ravenna (fresco di vittoria in Coppa Italia sul Rimini) ricorda la sua avventura sulla panchina granata dopo il fallimento del 13 luglio 2005. Una situazione, che ricorda da vicino quella di oggi.

Mister Foschi, dopo 13 anni la Reggiana è punto e a capo...

«Mai avrei pensato una cosa del genere dopo l’ultima stagione. Purtroppo i proprietari di prima hanno sbandierato tante belle cose, ma il risultato finale è sotto gli occhi di tutti».

Anche allora la vostra fu una corsa contro il tempo per allestire la squadra.

«Il primo allenamento lo facemmo con tanti ragazzi in prova, poi ogni giorno aggiungemmo qualcosa. Avevamo qualche giocatore della passata gestione, tanti del settore giovanile. La fisionomia si definì a settembre e poi ci furono innesti successivi. Facemmo esordire giovani come Catellani e Gozzi».

Come andarono le cose in quel primo ritiro a Civago?

«Furono due settimane bellissime. I tifosi ci coccolarono. Dormivano in tenda, ci stavano vicino. Conoscevamo le nostre difficoltà»».

Disputaste una buona stagione nel campionato di serie C2, arrivando ottavi.

«Un buon risultato, viste le premesse . Tra l’altro sfiorammo i playoff e se li avessimo centrati avremmo avuto buone possibilità di essere ripescati».

La Reggio Audace riparte oggi con il ds Marco Lancetti, team manager della sua Reggiana.

«Questa nuova società può contare su persone competenti, come Lancetti o Rocco Russo. Credo possano fare molto bene. Ma è chiaro che oggi, come allora, ci sono tante difficoltà da affrontare. Partire adesso per fare una squadra e provare a vincere non è affatto facile. Noi eravamo un gruppo molto affiatato».

Da cosa bisogna ripartire in situazioni come queste?

«Una certezza c’è ed l’ entusiasmo dei tifosi. Bisogna aggrapparsi a quello e farsi contagiare». —





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