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La corsa al podio europeo del reggiano Fabio Azzolini si è fermata ai quarti

A.Z.

CASALGRANDESi è fermata ai quarti di finale la rincorsa di Fabio Azzolini a un podio Europeo nel tiro con l’arco. Per il 49enne arciere paralimpico di Casalgrande, dunque, solo un ottavo posto agli...

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CASALGRANDE

Si è fermata ai quarti di finale la rincorsa di Fabio Azzolini a un podio Europeo nel tiro con l’arco. Per il 49enne arciere paralimpico di Casalgrande, dunque, solo un ottavo posto agli Europei di Pilsen, in Repubblica Ceca e un 137-129 a favore del finlandese Jean Pierre Antonios che lascia poco spazio alle recriminazioni.

«Non sono molto soddisfatto perché gareggio sempre per vincere - spiega Azzolini - considerando che questo anno è stato piuttosto travagliato per diversi motivi. Non sto attraversando uno dei miei momenti migliori e l’arco ne risente».

Trovate le motivazioni per questa gara segnata sin dalle qualificazioni, Azzolini cerca di tornare sulle poche note positive di un Europeo che nel W1, categoria del Compound nella quale l’arciere reggiano gareggiava, ha regalato ben poche gioie all’Italia.

«Un paio di mesi fa a Olbia - prosegue - al Grand Prix di avvicinamento a questi Europei, non mi ero nemmeno qualificato. Quindi questo ottavo posto segna comunque un netto miglioramento».

La grinta che ha sempre contraddistinto Azzolini, torna poi prepotentemente fuori quando si parla dei prossimi impegni.

«A giugno ci saranno i Mondiali in Olanda - rimarca l’arciere di Casalgrande - e con lo stesso punteggio ottenuto qui a Pilsen, porterei a casa il pass per Tokyo 2020. Una quarta olimpiade che rappresenta il mio obiettivo minimo per il futuro. Per conquistarla, però, devo lavorare ancora di più e ritrovare tranquillità. Questo non mi spaventa, perché prepararmi per le grandi sfide mi carica». —

A.Z.

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