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I tanti interrogativi della stagione del talento reggiano Nicolò Bulega

Aldo Spadoni
I tanti interrogativi della stagione del talento reggiano Nicolò Bulega

Sino a ora non è un’annata particolarmente brillante per il pilota di Taneto di Gattatico che gareggia con il team Sky del campione Valentino Rossi

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gattatico

Il misero bottino ottenuto di soli sette punti iridati ottenuti nei Gp d'Olanda e Germania sono il bilancio poco esaltante ottenuto sino ad oggi da Nicolò Bulega, la promessa reggiana del motociclismo che da tre stagioni gareggia con lo Sky Racing Team nel Campionato Mondiale Moto3.

L'ultima apparizione al Red Bull Ring di Spielberg in Austria con il 23° posto, staccatissimo dalla zona punti sin dalla prima tornata, fanno sorgere tanti interrogativi. Arrivato in Moto3 nel 2016 da campione del mondo junior fu subito protagonista per la lotta al podio perdendo solamente nell'ultimo gran premio il titolo di rokie dell’anno. Lo scorso anno poi un'annata luci e ombre a causa anche di una brutta caduta a che lo ha costretto ad un lungo lavoro di riabilitazione durante la pausa invernale. Poi dopo aver staccato i migliori tempi nelle sessioni pre-campionato sul tracciato spagnolo di Jerez de la Frontera una lunga serie di cadute, ritiri e prove opache. Una partenza subito in salita con l'esordio in sordina in Qatar, con la cadute in Argentina e ad Austin nel Gp delle Americhe ci sia aspettava il riscatto una volta rientrato sulle piste “amiche” europee.

Ma a Jerez dove era sempre stato il più veloce arrivava solamente un anonimo 17° posto, poi l'ennesima caduta a Le Mans; le speranze allora venivano riposte tutte sul Gp d'Italia del Mugello, ma nulla Bulega paga per l'ennesima volta il calo delle gomme e chiude al 21° posto. Al Montmelò a Barcellona il pilota sembrava rinato, ma dopo aver lottato a lungo veniva coinvolto nella caduta che vedeva protagonisti Canet e Arenas. I primi punti iridati arrivavano ad Assen, in Olanda, con un decimo posto a pochi centesimi dal podio, poi in Germania un 13° posto.

Alla ripresa dopo la pausa di metà stagione però tra Brno e Spielberg due prove da dimenticare (19° e 23° posto).

Le domande che sorgono spontanee sono parecchie, prima tra tutte ma lo Sky Racing che tanto bene fa con Bagnaia e Marini in Moto2 come mai non trova il giusto setting nella categoria inferiore? Il secondo interrogativo è quello della scelta delle gomme spesso colpevoli del calo della prestazione nella fase cruciale di gara.

Bulega continua a dire di star lavorando per migliorare il setup, ma ad agosto qualcosa lo si sarebbe dovuto vedere. Non capiamo inoltre le scelte dei vertici del team a non far gareggiare già in questa stagione Bulega in Moto2 vista soprattutto la sua prestanza fisica, in Moto3 paga dazio già in partenza anche a piloti di team privati, poi per recuperare è costretto sempre a rischiare, da qui cadute o usura dei pneumatici.

Con il passaggio di Bagnaia il prossimo anno in Moto GP il posto in Moto2 teoricamente dovrebbe essere suo, ma nell'ambiente dei paddock le voci non sono rassicuranti e purtroppo non ne danno la certezza. —



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