Capitan Cervi suona la carica: «Obiettivo Playoff»
Il lungo biancorosso si prepara all’anno del riscatto dopo una stagione condizionata dall’infortunio al ginocchio
REGGIO EMILIA
Per Riccardo Cervi quella scorsa è stata una stagione molto difficile con l’infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori per mesi e pure dopo il ritorno in campo lo ha limitato moltissimo.
Il centro reggiano ha passato tutta l’estate a lavorare in Toscana per potersi presentare in condizioni ideali al ritiro della Grissin Bon: «Ci voleva un’estate così. Ho dovuto rinunciare alla nazionale ma era indispensabile pensare al mio fisico per rimettermi in forma».
Cos’ha fatto?
«Sono stato a Siena a lavorare con Filippo Borghi, un bravissimo professionista che faceva parte della Siena degli scudetti. Mi fido molto di lui, ha lavorato anche con Lavrinovic. Mi ha dato un metodo di lavoro che potrò usare anche nelle prossime estati, sono molto soddisfatto. Mi ha fatto fare molta bicicletta, non ho mai avuto dei quadricipiti così. Anche durante la breve vacanza che ho fatto mi sono allenato tutti i giorni seguendo la sua tabella di lavoro. Mi sento bene e ora vedremo come andrà il ginocchio con i contatti in allenamento».
Come vede il reparto lungo dove avrà tutti compagni nuovi?
«Bene anche se saremo solo in 3 più Vigorì che scalpita ma non avremo la coppa quindi non dovrebbero esserci problemi. Certo dovremo stare attenti a non caricarci subito di falli. Io, Gaspardo e Griffin abbiamo caratteristiche che si completano. Credo che la squadra sia stata creata bene con ruoli definiti».
Ci sono stati tanti cambiamenti nel roster e in società. Come cambia la Pallacanestro Reggiana?
«Negli scorsi anni il coach è stato una costante quindi questa sarà la differenza più grossa. Ci saranno cambiamenti nel gioco. Dal punto di vista dirigenziale Filippo Barozzi è un ragazzo serio e motivato quindi farà bene».
Cosa intendo con cambiamenti di gioco?
«Con Cagnardi abbiamo fatto qualche allenamento dove ha iniziato a lavorare sulle spaziature inserendo alcune idee di gioco. Lui vuole chiarezza, meno opzioni per i giocatori in modo che debbano pensare di meno e diano fluidità al gioco. Vuole creare più automatismi in campo».
A giugno le scadrà il contratto. Ci pensa?
«Per ora no, adesso devo pensare al campionato, alla mia salute e a giocare bene».
Visto che è il capitano, Cagnardi le ha chiesto un aiuto nello spogliatoio?
«Mi ha chiesto di far capire ai nuovi che qui si lavora duro e con intensità».
Il fatto di non giocare la Coppa per lei potrebbe essere un bene?
«Sì, perché ci sarà modo di fare un buon lavoro settimanale senza gli stress degli spostamenti».
Quale può essere l’obiettivo stagionale? I play off sono possibili?
«Si, abbiamo le carte in regola per entrare nelle prime otto». —
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