Di Paolo alla Grissin Bon «Ho scelto Reggio per i suoi giovani talenti»
Basket serie A. il nuovo assistente coach arriva da Cantù «Questa società ha tutto quel che serve per far bene»
REGGIO EMILIA
Una delle facce nuove e meno conosciute della nuova Grissin Bon è sicuramente quella di Giuseppe Di Paolo, nuovo assistente del coach Devis Cagnardi.
Arriva da Cantù dove sicuramente ha fatto un’esperienza importante in un anno come quello passato dove ci sono stati mille problemi brillantemente risolti visto che la squadra è andata ai play off.
Nel suo curriculum però ci sono anche altre squadre e pure la nazionale.
«Ho lavorato -dice Di Paolo - in Serie A con Teramo dove sono stato per 5 anni e in A2 con Chieti dove ero anche responsabile del settore giovanile, mentre in estate ho seguito la nazionale Under 16».
Perché ha scelto Reggio Emilia?
«Per me essere qui è una bella opportunità. Mi piace lavorare con i giovani e la Pallacanestro Reggiana per questo è una piazza ideale. In più è una società seria con una buona programmazione. Quando è arrivata la chiamata ci è voluto poco a convincermi».
Come le sembra la squadra?
«La squadra è interessante ma quello che mi interessa è la qualità del lavoro che riusciremo a fare con i giocatori».
Che basket le piace far giocare?
«Mi piace il basket giocato a ritmi alti ma ho imparato che il bel basket si può giocare in tanti modi e bisogna sempre tener presente le caratteristiche del gruppo che si ha tra le mani».
La sua prima impressione su Reggio?
«L’ho vista poco, però il centro mi sembra molto carino, mi piace».
Lei è già stato al PalaBigi da avversario. Dal punto di vista ambientale cosa si aspetta?
«Ho visto un bel pubblico, caloroso ma corretto. Molto numeroso anche, spero che sarà così anche quest’anno».
In estate ha lavorato con la nazionale Under 16. Com’è la situazione delle giovanili italiane?
«Sicuramente usciamo ridimensionati dalle esperienze estive che non sono andate benissimo. Ora bisognerà capire quali sono state le cause della flessione, quanto c’entra il movimento e quanto gli atleti. E’ importante tornare ad alzare il nostro livello perché la nazionale è lo specchio del movimento». —
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