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Al Mirabello è una festa granata Vincono la Reggiana e i tifosi

Jacopo Della Porta
Al Mirabello è una festa granata Vincono la Reggiana e i tifosi

Battuto il Sasso Marconi 1-0 (gol di Broso) nel turno preliminare di Coppa Italia davanti a più di 2500 persone

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Una giornata speciale. Una di quelle dove si potrà dire “io c’ero”. Il ritorno al Mirabello, 23 anni dopo l’ultima partita giocata in casa dai granata ha regalato emozioni da brividi, con oltre 2500 persone assiepate in tribuna. La squadra, come a Scandiano, è scesa sul terreno di gioco con la terza divisa, di colore nero e grigio, in attesa che siano pronte la prima e la seconda maglia.

Ogni tifoso ha rivissuto i suoi particolari ricordi. Il supervisore dell’area tecnica, Tito Corsi, ne aveva uno speciale: «Ho esordito come giocatore professionista nella Reggiana nel 1957 giocando qui contro il Siena. Quando sono entrato, 61 anni dopo, l’emozione è stata fortissima...».

L’aspetto calcistico, in una giornata così, poteva finire davvero ai margini. Ma non è stato così. Nonostante i pochi giorni di allenamento, lo scarso affiatamento e la mancanza di alcuni tasselli, la nuova Reggiana non solo ha vinto contro il Sasso Marconi, nel turno preliminare di Coppa Italia, ma ha anche fatto vedere cose molto buone.



La gara l’ha vinta mister Mauro Antonioli. Il tecnico si è reso conto dopo il primo tempo che la squadra era sulle gambe e faticava a reggere i tre attaccanti. Così nel secondo tempo il mister ha cambiato l’assetto tattico: ha tolto una punta e rinforzato il centrocampo. Antonioli ha gettato nella mischia Zaccariello, mettendolo davanti alla difesa, mentre ha avanzato l’ottimo regista Cavagna, che è entrato più nel vivo del gioco. Osuji ha avuto così maggiore libertà di penetrare in area e di mettere in mostra il suo dinamismo: l’ex Sporting Chiozza è già uno dei beniamini del pubblico.

Splendida la rete che al 14’ della ripresa ha portato alla vittoria. Zaccariello ha innestato Belfasti sulla sinistra che a sua volta ha crossato perfettamente in mezzo per l’accorrente Broso, che da bomber di razza ha ribadito in porta. Luche prima e Zaccariello dopo hanno fallito il raddoppio. Narduzzo non ha dovuto compuiere vere e proprie parate. Per la squadra granata, al triplice fischio finale, sono arrivati soltanto applausi.



L’accoglienza riservata ai giocatori dagli spettatori è stata da serie A. Rozzio e Narduzzo sono stati trattati da veri e propri eroi. In attesa di Spanò, che potrebbe fare parte di questo progetto, i due ex della scorsa stagione incarnano lo spirito di sacrificio e l’attaccamento alla maglia necessari per ripartire.

Giocare al Mirabello non rappresenta soltanto un amarcord romantico. In un impianto del genere il fattore campo è moltiplicato: i 2500 spettatori di ieri, che al Città del Tricolore si perderebbero, sembravano dieci volte di più. Il fatto che l’impianto sia in centro e pertanto raggiungibile comodamente a piedi o in bici, contribuisce a renderlo ancora più apprezzato.

Domenica prossima la Reggiana dovrà affrontare in casa in Coppa Italia il Lentigione. «L’ambizione di giocare al Mirabello c’è - dice il presidente Luca Quintavalli - ma ad oggi non possiamo sapere se sarà possibile perché abbiamo giocato in deroga». Domenica il Sassuolo giocherà in casa in campionato e dunque bisognerà trovare comunque un impianto alternativo. Da oggi la Reggio Audace si metterà al lavoro per trovare una soluzione e provare ad ottenere un’altra deroga.



Per i soci della Reggio Audace ieri è stata una giornata perfetta. Il presidente Luca Quintavalli, il vice Marco Arturo Romano, i soci Mauro Carretti, Gianni Perin e Giuseppe Fico si sono goduti la partita in tribuna, circondato dall’affetto del pubblico. Con loro anche Sisto Fontanili, che ha avuto un ruolo importante in questa ripartenza, così come il sindaco di Luzzara Andrea Costa, che a sua volta non si è perso questo spettacolare debutto.

«La pressione c’era - ha ammesso alla fine il presidente Luca Quintavalli - perché non potevamo sbagliare proprio all Mirabello, che racchiude la storia della Reggiana, che quest’anno compie un secolo. ». —





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