Llompart: «Volevo restare alla Grissin Bon Il coach sa come posso aiutare la squadra»
L’INTERVISTAADRIANO ARATI«Reggio è stata la prima scelta per me e per la mia famiglia. Sono contentissimo di essere ancora qui». Sorride soddisfatto Pedro Llompart pensando alla sua seconda avventura...
L’INTERVISTA
ADRIANO ARATI
«Reggio è stata la prima scelta per me e per la mia famiglia. Sono contentissimo di essere ancora qui».
Sorride soddisfatto Pedro Llompart pensando alla sua seconda avventura in maglia biancorossa. Il 36enne regista spagnolo è stata una delle sorprese più piacevoli della passata stagione, quando è arrivato in corsa per sopperire all’infortunio di Chris Wright. A Reggio si è trovato benissimo e in estate ha raggiunto un accordo per proseguire l’esperienza, riformando con Leo Candi una coppia di play ormai rodata. Una conferma dettata dalla tecnica ma pure dall’ambiente.
Contento del ritorno a Reggio Emilia?
«Eccome, la Grissin Bon è sempre stata la mia prima scelta. E non solo mia, anche la mia famiglia era contenta, mia moglie e i miei figli saranno qui con me durante la stagione».
Non ha avuto dubbi?
«No, questa era la mia scelta principale e alla fine siamo arrivati a una conclusione positiva, non posso che esserne contento, anche i miei figli sono felici».
L’anno passato è arrivato in corsa. Ora può iniziare col gruppo. Cosa cambierà?
«Potremo iniziare a lavorare già insieme dal principio, certo ci aiuterà, e poi ormai conosco bene l’ambiente e la squadra, sono pronto a fare quello che coach Cagnardi mi chiederà».
Ha già le idee chiare al riguardo?
«Il coach mi conosce bene, sa cosa posso fare e come posso aiutare la squadra».
Rispetto al 2017-18, la grande novità è l’assenza delle coppe europee. È un bene o un male?
«Ovviamente un po’ di dispiacere c’è, a tutti i giocatori piace fare tante partite e impegnarsi ad alto livello. Ma va anche detto che, per una squadra giovane e da costruire insieme come la nostra, avere una settimana di lavoro in allenamento senza interruzione può essere utile».
Il lato negativo quale può essere?
«Gestire i momenti negativi. Se alla domenica giochi una brutta partita, sette giorni di allenamento prima di potersi rifare sul campo possono diventare un’attesa piuttosto lunga. Se giochi ogni tre giorni puoi subito pensare alla prossima sfida».
È una delle guide della nuova Grissin Bon. Conosce i nuovi arrivati?
«Li ho studiati. Di Butterfield ho visto diversi video, a Berlino giocava per un coach spagnolo, Aito. Con Ledo ci siamo sfiorati l’anno passato alla prima gara di Eurolega, io ero a Valencia e lui all’Efes Pilsen Istanbul. Ma io non ho giocato. Mi sembrano tutti atleti di qualità, ambiziosi, pronti ad aiutare».
Lei dividerà i minuti con Leo Candi. Lo aiuterà ancora nella crescita?
«Leo è un ottimo giocatore e diventerà molto forte. Ma lo farà per merito suo, perché è bravo e si impegna, non certo per merito mio». —
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