Gazzetta di Reggio

Sport

la festa e il neo 

Nel “tempio” con la maglia sbagliata

Una grande festa, un trionfo della nostalgia: la partita tra la Reggio Audace e la formazione del Sasso Marconi è riuscita nell’intento di lasciarsi alle spalle un’estate di amarezze. Merito del...

1 MINUTI DI LETTURA





Una grande festa, un trionfo della nostalgia: la partita tra la Reggio Audace e la formazione del Sasso Marconi è riuscita nell’intento di lasciarsi alle spalle un’estate di amarezze. Merito del vecchio Mirabello, tempio e fortino granata dei tempi d’oro. Lo stadio della Reggiana di Grevi e Crippa. di Zandoli e Catterina, di Matteoli e Fogli, di Marchioro e Silenzi, lo stadio della carbonella e delle biciclette con cui lo si raggiungeva da tutti i punti della città, lo stadio di quella che può tranquillamente definirsi una delle partite più pazze della storia di questo sport, quel Reggiana- Cosenza 7-4, quando i granata ribaltarono uno 0-3 che avrebbe steso anche un realmadrid arrivando fino a quello score da guinnes dei primati. Eppoi lo stadio di quei venti minuti di magia di quel Paulo Futre che rimane ancora oggi uno dei giocatori più amati dai tifosi, lo stadio di una cavalcata quasi perfetta del primo anno di serie A, quando al Mirabello passò soltanto il Milan (1-0 gol di Desailly). Un vero tempio granata insomma, dove l’erede della Reggiana s’è presentata con una maglia che tutto era fuorché granata. Daltonismo o follia?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google