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Una giornata speciale dentro e fuori lo storico tempio granata tra ricordi dei campioni del passato e la voglia di tifare sempre Regia 

Tutti a piedi o in bicicletta birra e niente tornelli al Mirabello un amarcord del calcio anni Novanta

luigi cocconcelli
Tutti a piedi o in bicicletta birra e niente tornelli al Mirabello un amarcord del calcio anni Novanta

LO SPETTACOLOluigi cocconcelliSono corsi in tanti, 2566 gli spettatori paganti per un incasso di 20mila euro, a salutare la prima della “nuova” Reggiana. Ufficialmente il nome è Reggio Audace...

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LO SPETTACOLO

luigi cocconcelli

Sono corsi in tanti, 2566 gli spettatori paganti per un incasso di 20mila euro, a salutare la prima della “nuova” Reggiana. Ufficialmente il nome è Reggio Audace Football Club, ma per tutti resta la vecchia e cara “magica Regia”. E di fatti si è levato alto e forte l’urlo di incitamento per la Regia, mica per l’Audace.

IL FASCINO DELLO STADIO IN CENTRO

Sono arrivati in tanti, molti in bicicletta o a piedi, come ai vecchi tempi, sì, ci sarà il problema dei parcheggi, delle vie d’uscita in caso di incidenti, ma lo stadio in centro ha il suo fascino. E perché no, comodità. In tanti sono arrivati, poi vai a capire se spinti dal desiderio di gridare al mondo che no, il calcio a Reggio non può e non deve finire, che la passione è sempre quella e non ci sono Foglia o Piazza che possono spegnerla, dalla voglia dei più giovani di vedere finalmente lo stadio delle più o meno epiche gesta raccontate da nonni e padri o dalla nostalgia per te, glorioso e vetusto Mirabello. Che vent’anni dopo fai impressione, presenti un terreno di gioco che sembra accorciato e ristretto, visto che le curve ed i distinti sono stati abbattuti. Il collegamento con i vecchi tempi? Persone che si affacciano alla finestre o sui balconi delle case circostanti E lì, dove in pratica si concluse la gestione Piazza, è ripartita l’’avventura.

I RICORDI DEI TIFOSI

In tanti sono arrivati, con sensazioni diverse. Prevalente il ricordo. Ed allora c’è il vecchio tifoso che ricorda le reti di Alcide Violi, tutt’ora il goleador più prolifico della storia granata, chi quelle di Cappi e Tieghi, di Pinti, le prodezze del “professor”Catalani. Addirittura c’è chi favoleggia di un’amichevole con la Juventus di Sivori e Charles in una serata d’agosto di pioggia, lampi e tuoni, con il portiere bianconero Mattrel a rifiutarsi di scendere in campo per paura dei fulmini. Poi c’è chi ricorda i tempi di Dante Crippa, le reti di Zandoli, un Reggiana- Inter di Coppa Italia sospesa sul 3-2 per i nerazzurri per il venire meno della luce, le gesta di pennellone Silenzi, la cavalcata di Pippo Marchioro, il debutto con goal ed infortunio di Futre, di aver visto giocare chi ora è effigiato proprio sul muro d’ingresso dello stadio. Festa doveva essere e festa è stata.

FESTA DI SPORT

Reggiana, pardon, Reggio Audace – Sasso Marconi è una partita d’altri tempi, nessun tornello, niente controlli, nei pressi dello stadio la gente consuma tranquillamente boccali birra, pure il bar all’interno del Mirabello la serve senza problemi. L’atmosfera è gioiosa, di festa, in tribuna tante bandiere granata, la Reggiana giocherà con una strana ed inedita maglia nera, ispirata alla prima divisa utilizzata nel 1919 da Severino Taddei e compagni all’atto della fondazione, ma chi se ne frega, il colore nel cuore è, resta e sarà sempre quello poi deciso in onore del Torino.

Applausi per tutti, durante la fase di riscaldamento. Probabilmente ne avrebbe meritato di più convinti, scroscianti e numerosi il ricordo dello speaker del decennale della scomparsa di Chiarino Cimurri. —

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