«Ecco come sto mettendo in moto la nuova Grissin Bon di Cagnardi»
Intervista con il preparatore atletico dei biancorossi, Davide Ferioli «Oggi l’allenamento pre-campionato è sempre più individualizzato»
Un lavoro programmato nei minimi dettagli e con parecchio anticipo.
Lo ha stilato Davide Ferioli, preparatore atletico della Grissin Bon da una settimana impegnata nella preparazione al campionato.
Ferioli è tutti i giorni a fianco degli atleti biancorossi nel ritiro a Castelnovo Monti, mettendo in pratica le pianificazioni elaborate fra luglio e agosto.
Come si arriva all’inizio della preparazione?
«Programmare conta moltissimo. L’importante è arrivare pronti al ritiro, idee ben chiare su cosa si vuole fare».
Vietato improvvisare?
«Assolutamente. Non si può improvvisare con atleti di altissimo livello, deve essere tutto pianificato. Il lavoro del nostro staff non a caso è iniziato molto prima».
Ogni anno però le squadre cambiano. Come fa a preparare programmi su atleti che conoscerà solo in seguito?
«Di sicuro la conoscenza del giocatore che arriva non è mai al 100 per cento, si cerca comunque di raccogliere più informazioni possibili, anche perché gli atleti sono molti diversi fra loro».
Lei intende diversi fisicamente?
«Non solo. C’è chi ha giocato in altri paesi con determinate culture fisiche così come chi arriva dall’Italia ed è già abituato a certi metodi di lavoro. Cercare di identificare le linee delle caratteristiche fisiche di ognuno degli atleti è fondamentale».
E una volta chiarite le differenze?
«Si pensa a programmi il più possibile individualizzati. È impensabile allenare nello stesso modo chi gioca 35’ e chi ne gioca 5’, la gestione del carico di lavoro è molto diversa, ognuno ha bisogno di carichi diversi».
Quest’anno avete praticamente tutta la squadra già in ritiro. Quanto aiuta?
«Avere dall’inizio l’intero gruppo è un bel vantaggio. Il lavoro fisico richiede anche un grande sforzo mentale, la fatica è anche una questione mentale. Lavorare in gruppo, faticare insieme condividendo lo sforzo, è un bel sostegno».
L’unico assente è Candi, chiamato in Nazionale. In casi simili come gestite il lavoro?
«Intanto siamo contenti per Leo. Per lui ovviamente la preparazione sarà a questo punto diversa, per questo siamo in contatto con lo staff della Nazionale e con il giocatore per sapere come si sta allenando. E capire quindi come proseguire qui al suo ritorno».
In questa stagione senza coppe la Grissin Bon farà solo una gara a settimana. Quanto inciderà sul suo lavoro?
«Cambiano molti aspetti. Giocando solo una partita a settimana si possono gestire in maniera completamente diversa i carichi e i recuperi, ci saranno più allenamenti in cui farlo». —
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