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Benassi e Barella: «Orgogliosi di esserci e pronti a dare tutto per la maglia azzurra»

Benassi e Barella: «Orgogliosi di esserci e pronti a dare tutto per la maglia azzurra»

I due centrocampisti al settimo cielo per la chiamata: «Insieme fin dalle rappresentative baby, il gruppo c’è»

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Firenze

L’azzurro della Nazionale è un sogno che si coltiva fin dai primi calci al pallone. L’Italia sforna pochi giovani in grado di emergere, anche perché, come ha sottolineato il ct Roberto Mancini lanciando un allarme: i club non li fanno giocare abbastanza, preferendo stranieri non sempre migliori. Ma chi trova spazio in campionato e viene convocato in azzurro sa bene che l’occasione è da non farsi sfuggire. È il caso del viola Marco Benassi, classe 1994, e del cagliaritano Nicolò Barella, classe 1997, due centrocampisti che anche a suon di gol hanno meritato la chiamata. Benassi, poi, con tre reti in due partite, è capocannoniere della A.

«Sono qui per dare il massimo», afferma Benassi a Coverciano, dove l’Italia sta preparando l’esordio in Nations League di venerdì a Bologna, contro la Polonia. «Non penso all’esordio ma a fare bene in allenamento. Da quando sono in serie A è il momento migliore. Continuare a segnare così, tre gol in due partire di campionato sarà difficile, ma la cosa più importante è la prestazione poi i gol diventano la conseguenza».

Anche Barella vuole dare il suo apporto di qualità e determinazione. «In campo dò tutto e se c’è da mettere la gamba la metto. Ma devo cercare di prendere meno cartellini gialli. Non mi sento la pressione di essere un leader, anzi non mi sento un leader ma un ragazzo che dà sempre il massimo». Sull’allarme lanciato dal ct Roberto Mancini per i pochi giocatori italiani in campionato, il 21enne centrocampista del Cagliari sottolinea che «in Italia ci sono buonissimi giovani già pronti a fare il salto», il viola aggiunge che «ci vuole coraggio per buttare dentro i giovani, io devo ringraziare Stramaccioni che mi fece giocare a 18 anni con l’Inter», riconoscendo che «bisogna incontrare le persone giuste».

Benassi ha lasciato il Torino ed è approdato lo scorso anno a Firenze perché in granata non aveva spazio nel modulo di Mihajlovic mentre Barella, in accordo con la società, è rimasto in Sardegna non dando ascolto alle tante sirene di mercato. Benassi spiega che una delle caratteristiche del nuovo gruppo è che è formato da molti che hanno fatto tutta la trafila delle rappresentative giovanili. «Ci conosciamo quasi tutti, perché abbiamo giocato insieme nelle varie Under e sappiamo che indossare la maglia azzurra è un orgoglio e allo stesso tempo una responsabilità».

La Nazionale ha riposato al mattino, studiando in video i prossimi avversari. Nel pomeriggio il ct ha fatto scendere in campo tutti, facendo svolgere esercizi per il possesso palla sotto pressione e in spazi ristretti, e ha continuato a provare il 4-3-3, prima di terminare la seduta con una partitella 9 contro 9 in 60 metri di campo, facendo ruotare tutta la rosa. Mancini ha mischiato le carte senza però fornire indicazioni sull’11 che affronterà la Polonia. —



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