Mancini contro la Polonia sceglie Balotelli e Insigne assieme a Bernardeschi
Donnarumma fra i pali per la sfida di domani a Bologna Jorginho faro del centrocampo: «Vogliamo migliorare»
FIRENZE
Il tridente con Bernardeschi, Balotelli e Insigne, il possibile debutto del viola Benassi, la ricomposizione anche in azzurro della coppia di centrali Bonucci-Chiellini già riunita quest'estate nella Juve. Sono alcune delle indicazioni emerse dall'allenamento di ieri pomeriggio della Nazionale a Coverciano. Terzo giorno di lavoro per gli azzurri di Roberto Mancini: con l'avvicinarsi dell'esordio nella nuova manifestazione della Nations League - domani alle 20,45 a Bologna contro la Polonia (dirigerà il tedesco Zwayer) - il commissario tecnico sta intensificando le esercitazioni tecnico-tattiche. Una sola sessione anche ieri, aperta ai media per i primi 15', poi tutto a porte chiuse. Lo stesso sarà stamattina dalle 10, ultimo allenamento prima della partenza nel pomeriggio per il capoluogo emiliano. La base di lavoro si sta confermando il 4-3-3: la possibile formazione testata prevede Donnarumma tra i pali, Zappacosta e Criscito esterni bassi, Bonucci e capitan Chiellini centrali; a centrocampo Jorginho, l'azzurro finora più impiegato con il capocannoniere a sorpresa del campionato Benassi possibile debuttante e Pellegrini a sinistra; in avanti un tridente formato da Bernardeschi, Balotelli e Insigne. Ma attenzione a Belotti e Chiesa.
Comunque, essendoci due impegni in 72 ore (dopo la sfida con la Polonia ci sarà lunedì la trasferta con il Portogallo) Mancini ha annunciato che farà molti cambiamenti.
«Più spazio ai calciatori italiani» il grido d'allarme lanciato in questi giorni da Roberto Mancini. Intanto quella che da lunedì lavora a Coverciano si candida ad essere sempre più l'Italia di Jorginho. Un'Italia che sembra ruotare attorno al 28enne regista brasiliano naturalizzato italiano per le origini venete della famiglia: il debutto nella nazionale maggiore nel 2016 con Conte ct e l'esordio il 24 marzo dello stesso anno in un'amichevole contro la Spagna, 8 presenze di cui tre di fila con l'avvento di Roberto Mancini: è in assoluto l'azzurro più impiegato, 246’ su 270. Di qui l'etichetta di 'insostituibilè per il giocatore trasferitosi in estate al Chelsea. «Se veramente sono insostituibile va chiesto a Mancini - ha commentato - E comunque sentirlo dire mi dà grande carica. Avanti a tutto però viene l'Italia, non merita di stare dove è adesso, bisogna lavorare sodo per cercare di riportarla in alto». —
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