Gazzetta di Reggio

Sport

Calcio 

«Rabbia, tanta corsa e fisicità la ricetta per giocare in D»

Luigi Cocconcelli
«Rabbia, tanta corsa e fisicità la ricetta per giocare in D»

Bressan, mister del Crema, domenica era al Mirabello per studiare la Reggiana «Reggio Audace messa bene in campo, ma è indietro con la preparazione»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Cresce l’attesa e la curiosità per il debutto in campionato, nel pianeta per lei inesplorato o quasi della serie D, della Reggio Audace. O meglio, della Reggiana. Ed allora cerchiamo di conoscere il primo avversario. Ci fa da cicerone Massimiliano Bressan, allenatore del Crema, di cui è stato giocatore dall’età di 7 anni prima e tecnico del settore giovanile. Che, detto per inciso, domenica era in tribuna al Mirabello per verificare di persona lo stato dell’arte della truppa di Antonioli.

Come arriva il Crema all’appuntamento con il campionato?

«Abbastanza bene, fisicamente ci siamo, dobbiamo ancora oliare, perfezionare meccanismi di gioco per l’inserimento di Ferrari che è un poco in ritardo di condizione».

L’ex centravanti del Vicenza, Stankievicius e Magrin, arrivato in estate e con alle spalle diverse stagioni in C, garantiscono esperienza ad un team che il diesse granata Lancetti inserisce tra le favorite. Il vostro obiettivo?

«Fare bene, migliorare l’ottavo posto dell’ultima stagione, puntiamo ai playoff in un torneo tosto, duro, la presenza di Reggiana e Modena se da un lato lo nobilita dall’altro mortifica un poco le speranze di altre di primeggiare».

Modulo tattico di base il 4-3-3?

«Sì, ma abbiamo anche provato altre soluzioni, specie il 4-3-1-2 proprio per adattarci alle caratteristiche di Ferrari».

Mercato chiuso?

«Forse nelle ultime ore faremo ancora qualcosa in entrata, ma siamo abbastanza completi, il più è stato fatto».

La Reggiana la conosce?

«Ho seguito un po’ di filmati e di persona l’ho vista domenica in Coppa Italia, è una squadra messa bene in campo, cattiva al punto giusto, con giocatori di qualità, è calata nel finale, forse perché fisicamente non è al meglio».

Questo può rappresentare un vantaggio per voi?

«Sì, se debbo essere sincero preferisco affrontarla subito, può pagare l’aver dovuto giocoforza iniziare la preparazione in ritardo che non più avanti, quando sarà maggiormente rodata, ma non mi faccia dire che siamo favoriti, la rosa della Reggiana è superiore alla nostra».

Si dice che in D a fare la differenza sia l’agonismo, ma le esperienze di Parma, Padova, Venezia sembrano dire che a spuntarla siano la storia e la qualità dei giocatori, lei che ne pensa?

«E’ vero, ma in D ci vuole rabbia, corsa, fisicità, specie se hai momenti difficili, poi è chiaro che se pareggi quelle i valori dei singoli vengono fuori ed anche l’ambiente si fa sentire».

La Reggiana ha trattato il fantasista Horacio Erpen, l’anno scorso a Crema, lei lo consiglierebbe?

«Sì, io con Horacio ho un rapporto speciale, in campo sa ancora farsi valere, è un ragazzo stupendo che aiuta tanto anche lo spogliatoio, poi è chiaro che certe giocate che gli riuscivano un tempo non riesce a ripeterle, con l’avanzare dell’età ha dovuto un poco modificare modo di stare in campo, ma questo è fisiologico, per la categoria va benissimo, fisicamente è integro ed ha ancora entusiasmo». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google