I tifosi sognano il brand Regia Modena se lo ricompra all’asta
La nuova società canarina ha acquistato all’asta il marchio per 35mila euro ma a Reggio tutto è legato alle sorti della Spa di Mike e Alicia in liquidazione
REGGIO EMILIA
Non accontentatevi del calendario che ha infilato il ritorno dell’atteso (?) derby del Secchia alla prima domenica di dicembre. Il derby tra Reggio Audace e Modena è già cominciato, prima ancora del campionato. E ieri se n’è avuto un assaggio, con la notizia che il nuovo Modena si è aggiudicato all’asta lo storico marchio del vecchio Modena, fallito nel mezzo della stagione scorsa. Una notizia che - attraverso i social - è rimbalzata subito di qua dal Secchia, aggiungendo sul viso del tifoso granata un’altra ruga, dopo quelle lasciate in quest’estate. E noi - dicono oggi i sostenitori granata - fino a quando dovremo aspettare per riprenderci ciò che era ed è sempre stato soltanto nostro?
Invero, in questa domanda c’è tutto l’amaro paradosso delle ultime vicende granata. Il nuovo Modena può disporre di tutto ciò che è la sua storia, brand compreso, perché il vecchio Modena non esiste più, essendo stato cancellato da un fallimento.
Non così è per la Ac Reggiana 1919 - e qui sta il paradosso - perché questa società, ancorché in liquidazione, non è tecnicamente fallita. Nessuno dei creditori ha finora presentato istanza di fallimento e il liquidatore scelto da Mike e Alicia Piazza, l’imprenditrice montecchiese Barbara Morini sta facendo di tutto perché questo non accada. In questo senso - e davvero soltanto in questo - si spiega la pervicacia con cui i coniugi Piazza non abbiano già mollato tutto. «In Usa - ebbero a dire in una occasione - gli imprenditori sono abituati a lasciare le aziende meglio di come le hanno trovate». Difficile che ci riescano stavolta, ma il tentativo lo stanno comunque facendo: solo così si spiega l’iscrizione di due squadre giovanili con il nome Reggiana. A vederla con gli occhi del tifoso è un affronto, ma con le lenti del diritto societario la visuale cambia: il tentativo è infatti quello di dimostrare la continuità aziendale della Reggiana.
Una strategia - quella adottata in queste ore dal liquidatore e dai Piazza - che forse otterrà soltanto di rinviare un po’ il redde rationem, anche perché negli ultimi giorni la relazione che i sindaci revisori di Ac Reggiana 1919 hanno inviato alla Procura della Repubblica potrebbe far precipitare le cose e vanificare così il lavoro del liquidatore. In quel caso, i libri finirebbero in tribunale e anche il marchio finirebbe all’asta, esatta mente come è accaduto per quello del Modena.
Peccato che oggi, quantomeno nei piani del liquidatore, il marchio “Ac Reggiana 1919” costituisca buona parte del patrimonio su cui i Piazza fanno affidamento per pagare almeno una parte dei creditori. Certo, visto l’ammontare dei debiti e soprattutto visto a che prezzo è stato aggiudicato il marchio del Modena (35mila euro circa), sarebbe un errore farsi illusioni sull’attuale valore del brand granata. —
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