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l’ala biancorossa 

Gaspardo: «Sono alla Grissin Bon per un ruolo da protagonista»

ADR.AR.
Gaspardo: «Sono alla Grissin Bon per un ruolo da protagonista»

Dopo l’infortunio alla prima amichevole l’ex di Pistoia e Cremona ora è pronto «La squadra ha giocatori di grande valore e un gioco che fa al caso mio» 

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REGGIO E MILIA

«Lo spazio per fare bene c’è tutto, ora tocca a me».

Raphael Gaspardo è una delle principali novità della Grissin Bon, sia perché si tratta dell’unico innesto italiano sia per le sue caratteristiche, che permetteranno allo staff di abbassare e alzare il quintetto biancorosso in base alle esigenze tattiche. La preparazione è andata a singhiozzo, a causa di una distorsione alla caviglia rimediata alla prima amichevole, ma ora l’ala ex Pistoia e Cremona è perfettamente recuperata.

«Ora è tutto a posto, la caviglia non ha più problemi».

L’infortunio le ha tolto il ritmo in preparazione?

«Alla fine non è stata una faccenda così lunga, poco più di una settimana, anche se è arrivata proprio quando finivamo la parte atletica e iniziavamo a giocare».

Difficile guardare gli altri?

«Non è il massimo, ma ho lavorato con i pesi nel frattempo e ora sono pronto».

D’altronde, in preparazione qualche intoppo è quasi inevitabile, no?

«È sempre un periodo complicato, ci sono acciacchi, infortuni, impegni con le Nazionali, non è facilissimo allenarsi tutti insieme, ma è stata anche un’occasione per dare valore ai giovanissimi che erano con noi. E piano piano ci stiamo avvicinando al campionato».

Un campionato in cui è atteso a un ruolo da protagonista. Soddisfatto?

«È quello che volevo. Un ruolo più importante per migliorare e dimostrare quello che valgo».

Questa Grissin Bon poi, sembra particolarmente adatta alle sue caratteristiche, giusto?

«È vero, è impostata in un modo che penso possa valorizzare le mie doti. Sotto canestro posso giocare sia con Griffin che con Cervi, in un quintetto più classico, e ci saranno momenti in cui dovrò fare l’ala piccola».

Tutto perfetto?

«Diciamo che lo spazio per fare bene c’è tutto, ora tocca a me».

Tocca a lei. Dove pensa di dover crescere?

«Ovviamente sii può sempre migliorare, in estate ho lavorato tanto sul tiro da fuori. Quello che conta è giocare, guadagnarsi spazio e trovare confidenza in campo, sugli aspetti tecnici si può sempre migliorare».

A Reggio ha ritrovato Griffin, che alla presentazione ha detto di essere venuto qui a causa sua. Ricordi dell’annata insieme a Jesi?

«Esatto, a Jesi ci siamo trovati molto bene, avevamo legato parecchio e creato una buona amicizia. Tanto che dopo sono anche andato a trovarlo a casa sua a Orlando».

Gli altri stranieri invece sono novità. Un primo parere?

«Ledo ha un talento offensivo incredibile, lo si sapeva. Ha avuto qualche inciampo sul percorso ma le sue cifre le ha sempre messe insieme, il suo talento è riconosciuto in Europa come in America».

E Butterfield?

«Un grande lavoratore, oltre che un tiratore davvero preciso. E sa stare bene con la squadra».

A soli 25 è un veterano della serie A. Cosa pensa del nuovo campionato?

«Così a naso, guardando anche al precampionato, il livello si è alzato. È vero che con il nuovo regolamento ci sono più stranieri, ma anche il livello degli stranieri si è alzato».

Ci sarà da divertirsi?

«Credo di sì, tante squadre hanno fatto un mercato interessante, altre sono andate su nomi meno conosciuti che però potranno diventare grandi sorprese. Succede sempre, penso a Martin a Cremona o a Shields a Trento». —

ADR.AR.

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