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La Reggio Audace deve aggiustare la mira Difesa e individualità le prime note positive

Roberto Tegoni
La Reggio Audace deve aggiustare la mira Difesa e individualità le prime note positive

Tito Corsi dopo il ko a Crema: «La squadra ha fatto la partita per un’ora ma siamo indietro con la preparazione»

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Reggio Emilia

Il cazzotto rimediato al debutto contro il Crema ha rivelato la faccia di una serie D piena di ostacoli, dove blasone e talento individuale non sempre hanno la meglio. Ma ci sono anche motivi – pochi – per sorridere.



La difesa. La retroguardia ha tenuto bene. Narduzzo è stato impiegato in un paio di circostanze nel primo tempo su tentativi non difficili da neutralizzare. Rozzio è una sicurezza, Cigagna ancor di più nella partita di Crema. Spanò può recuperare con calma.



A proposito di difesa: la partita di Bran è stata più che positiva. Il classe 2000 in prestito dal Chievo ha fatto ammattire D’Appolonia senza che riuscisse a bucare la retroguardia granata. Davvero gagliarda la prova del rumeno, e spiace dirlo, soprattutto alla luce del cambio con Bonora che è costato il gol partita. Nei singoli ha spiccato Staiti: l’ex Feralpi ha giocato una partita intelligente, prendendo per mano una timida Reggiana soprattutto nel primo tempo. In breve tempo sarà il faro di questa squadra, se non lo è già.



«Attenzione alle due squadre cremasche», disse Lancetti alla compilazione dei gironi. E la Reggiana ieri non è stata da meno del Crema, anzi. Ai punti, fosse stato un incontro di boxe, l’avrebbero spuntata gli Audaci. Anche Tito Corsi, responsabile dell’area tecnica, pensa positivo: «Aver perso è sicuramente negativo, ma non lo meritavamo. La squadra ha fatto la partita per un’ora e ha avuto chiare occasioni da gol, inoltre pensiamo al fatto che la nostra preparazione è indietro di un mese rispetto agli altri».



Poco cinici. È un eufemismo. Perché se Broso ha spedito il pallone alla Luna calciando di collo pieno, Osuji deve essersi tagliato i piedi per sbagliare quel gol a porta vuota. In serie D, come nel calcio in generale, chi sbaglia viene punito. La Reggiana ha avuto due nitide palle gol e le ha ciccate, il Crema ne ha avuta una e l’ha messa dentro. «Domenica entrano a pieno regime anche Zamparo e Boldrini e sicuramente avranno minuti importanti» spiega Tito Corsi. È vero, ma per certe occasioni non è necessario fare l’attaccante per fare gol.



È l’aspetto che ha fatto più imbufalire mister Antonioli: «Le mie squadre reagiscono alle difficoltà, e stavolta non l’ho visto». L’ultimo quarto d’ora ha mostrato una Reggiana impaurita. A chi spetta “cacciare” due urlacci ai ragazzi per scuoterli nelle difficoltà? Al mister, ma anche ai senatori.



Antonioli ha il merito di spiegare bene le sue scelte. Tuttavia Osuji era un falso attaccante e Crema un falso trequartista adattato solo per tamponare Radrezza. Va bene difendersi, ma domenica, forse, si è fatta troppa attenzione a non prenderle. —





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