Al Bigi l'ultimo brivido del guerriero Kaukenas
Reggio si è inginocchiata al campione lituano nella serata del suo addio al basket
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REGGIO EMILIA. Per l’ultima volta, quel brivido.
Se l’è goduto fino all’ultimo, Rimantas Kaukenas, quell’ultimissimo brivido di una carriera straordinaria.
Nell’intervallo dell’amichevole fra Grissin Bon e Murcia si sono giocati 10’ che Rimas, guerriero di mille battaglie e protagonista in mille successi, non dimenticherà mai.
Per lui in campo gli ex azzurri Matteo Soragna, Marco Carraretto, Denis Marconato, Andrea Michelori, Marco Carra, Giacomo Galanda, Michele Antonutti e il ds biancorosso Alessandro Frosini che nel 2011 visse proprio sulle tavole del Bigi la sua serata d’addio al basket e che non è voluto mancare alla notte di Rimas.
L’Italia degli amici ed ex compagni di Kaukenas ha affrontato la rappresentativa della “sua” Lituania, composta da gente del calibro di Tadas Klivamicius, Virginijus Paskevicius, Eurelijus Zukaukas, Stepas Babrauskas, Salius Kuzminskas e, naturalmente, dall’amico ed ex biancorosso Donatas Slanina che, nell’autunno 2013, gli consigliò di accettare l’offerta della Pallacanestro Reggiana e verso il quale un’intera città ha un debito di riconoscenza.
Tutti in campo per lui, per vivere quell’ultimo brivido, tutti con la “sua” maglia numero 13 indosso.
Emozionato, Rimas, lo era già mentre, in apertura di serata, nel catino di via Guasco è risuonato l’inno lituano. Sulle note che tante volte hanno fatto da preludio alle gare con la sua nazionale, ecco, che il campione abbandona il volto glaciale con cui ha sempre lottato.
L’emozione la camufferà invece alla grande quando scenderà sul parquet per l’ultima volta, nella partita d’addio in cui non risparmia i suoi pezzi forte del repertorio tecnico che l’hanno portato al top in Europa.
Non risparmia nulla, né si risparmia nella partita che si chiude con due liberi a cronometro fermo che saranno gli ultimi della carriera.
Seguirà la standing ovation da brividi del Bigi. Seguirà il giro d’onore a prendersi l’abbraccio di tutti, anche del rocker Luciano Ligabue, in prima fila nel parterre del Bigi.
Seguiranno gli applausi e i cori e le urla.
E adesso che il suo addio è ufficiale, noi tutti possiamo ufficialmente avere nostalgia.
Stasera da Venturini e Baldini ci sarà la cena benefica a favore della fondazione che porta il suo nome e che si occupa di aiutare i bambini malati di tumore e alle loro famiglie.
Perché, anche se può sembrare incredibile, il fuoriclasse lituano da tempo riesce a regalare emozioni al di fuori dal parquet ancora più grandi e significative di quelle che ha regalato in campo nel corso di una carriera infinita.
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