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Lady Squinzi: "Crediamo nello sport reggiano"

di Linda Pigozzi
Lady Squinzi: "Crediamo nello sport reggiano"

Adriana Spazzoli Squinzi spiega perché Mapei ha aumentato l'impegno economico per la Grissin Bon e ha teso una mano al club granata

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REGGIO EMILIA. Per la tredicesima stagione Mapei sosterrà la Pallacanestro Reggiana.

Dopo cinque anni consecutivi sul retro maglia, questa stagione il logo sarà sul fronte, insieme al main sponsor Grissin Bon, segno anche empirico del maggiore impegno economico dell’azienda milanese.

«Ci sentiamo legati allo sport emiliano-romagnolo e a quello reggiano in modo particolare» spiega Adriana Spazzoli Squinzi, direttore marketing e comunicazione di Mapei spa e moglie dell’amministratore unico dell’azienda Giorgio Squinzi.
«Da tanti anni - prosegue - siamo al fianco della Pallacanestro Reggiana e a Reggio Emilia ha sede il nostro stadio che, ricordiamo, è Mapei e non di proprietà del Sassuolo Calcio».
Avete deciso non solo di continuare a sostenere la Pallacanestro Reggiana, ma anche di aumentare il vostro impegno, nonostante la scorsa stagione non sia stata esaltante. Un atto di fede?
«Lo sport è fatto così, non deve stupire. Ci sono annate positive e annate meno positive, ma questo non deve togliere la fiducia. Noi crediamo nel progetto del club, ci abbiamo sempre creduto, e quest’anno ci aspettiamo una buona performance in campionato da parte della Grissin Bon. Più in generale, la pallacanestro è uno sport giovane che attira il pubblico giovane e ci fa piacere sostenerlo. Inoltre anche come azienda siamo molto legati al basket».
In che modo?
«I parquet dei palasport richiedono una particolare modalità di posa. Noi produciamo i trattamenti necessari per il legno».
Due stagioni fa, il palasport reggiano è stato oggetto di un ampliamento. Quali ritiene possano essere le migliorie ancora da fare?
«L’impianto purtroppo è quello che è a livello di spazi, ed è un peccato, perché non consente una hospitality adeguata. Lo sport è sinonimo di divertimento, ma dovrebbe esserlo anche di relax. Noi al Mapei Stadium puntiamo molto sull’hospitality. La scorsa stagione abbiamo avuto indicativamente duemila ospiti».
Avrà modo di vedere la squadra biancorossa?
«Mercoledì l’avremo ospite al nostro stand al Cersaie (il salone internazionale della ceramica, ndr ) un passaggio che riteniamo importante. Fra un impegno sportivo e l’altro, ci sarà anche il Sassuolo Calcio, il nostro club».
Il calcio, appunto. Reggio Emilia ha vissuto un’estate di turbamenti e profondi cambiamenti. Come l’avete vissuta?
«Purtroppo abbiamo subìto il triste passaggio dei Piazza che hanno dato un grave danno alla città, all’Ac Reggiana 1919, e anche a noi che da loro dobbiamo ancora ricevere 600mila euro».
Ora i colori granata della città vestono una nuova squadra, una nuova società, con la quale avete di recente raggiunto un accordo per l’affitto del Mapei Stadium.
«Come Mapei abbiamo voluto tendere una mano alla neonata società, perché riteniamo importantissimo che la città di Reggio Emilia abbia la sua squadra, per questo siamo andati oltre quanto detto e abbiamo ridotto la cifra per l’utilizzo dello stadio. Il nostro vuole essere un messaggio positivo».
In che senso?
«Lo sport deve avere un certo atteggiamento. Non si può arrivare in una città solo per sfruttarla. Bisogna credere e dare fiducia alle realtà esistenti sul territorio come la storica Pallacanestro Reggiana».
O nuove di zecca come nel caso della Reggio Audace...
«Sì. Noi in loro ci crediamo e speriamo che, dopo il tristissimo capitolo scritto dai Piazza, si volti definitivamente pagina». —
 

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