Grassi ci prende gusto «Che bel Valorugby! Ora tutti al Mirabello»
L’appello del presidente per la sfida di sabato con Rovigo «Mi aspetto duemila persone: sarebbe un bel segnale»
REGGIO EMILIA. «Sabato al Mirabello con Rovigo mi aspetto duemila persone. Sarebbe un bel segnale per i ragazzi». L’imprenditore vianese Enrico Grassi non ha paura di alzare l’asticella delle aspettative. Quando a luglio è diventato presidente del Valorugby Emilia, società nata sulle ceneri del Rugby Reggio, aveva detto che il suo obiettivo era una squadra competitiva ai massimi livelli nella stagione 2020-2021.
Presidente, avete bruciato le tappe. Siete primi alla terza giornata...
«Una bella sorpresa, naturalmente le belle sorprese si accettano sempre».
Davvero stupito?
«A dire la verità quando ho visto il calendario avevo detto che potevamo arrivare primi in classifica alla quarta giornata. Avevo qualche dubbio solo per la gara interna con le Fiamme Oro».
Invece avete vinto nettamente.
«Prima della gara ho parlato con i ragazzi».
Cosa ha detto?
«Che se perdevano corteggiavo le loro ragazze...(ride, ndr). Un bel modo per dare motivazioni. Scherzi a parte, qua siamo abituati a sdrammatizzare»
Ha detto che vuole avvicinare la città sempre di più a questo sport.
«La società ha cambiato passo, gli addetti ai lavori ci guardano con interesse, i media parlano di più di noi. L’interesse cresce. Vedo dei miei dipendenti che cominciano a venire alle partite».
Ma lei è diventato esperto di rugby?
«Questo sport è coinvolgente. Si tratta solo di conoscerlo. Più lo vedo e più mi sento affascinato, è un gioco fisico, dove conta molto la lealtà e i valori che ritengono importanti nella vita e nel lavoro. Anche il mio amico Arturo Borghi, allenatore di calcio, viene sempre più spesso a vedere le partite».
A proposito di calcio. Non ha mai pensato a impegnarsi in quel mondo?
«Ho giocato a calcio, come terzino, e vinto due Tornei della Montagna, nel 1978 con il San Cassiano e nel 1979 con il Viano. A Viano collaboriamo con la squadra locale, sosteniamo la scuola calcio. Ma il mondo del calcio professionistico non ci interessa, non è una realtà affine alla nostra. Poi le dirò, con i miei clienti del Nord Europa il rugby è un valore aggiunto, qualcosa che piace molto».
Vi chiamate Valorugby Emilia perché guardate oltre Reggio. Siete già la realtà regionale più importante in Italia. Che programmi avete?
«Questa settimana la squadra prepara la partita a Moletolo di Parma, ospite dell’Amatori, perché ci sono lavori in corso alla Canalina. Vogliamo creare sinergie con le altre realtà della palla ovale. Il prossimo anno anche a Modena».
E per i giovani?
«Presto partiremo con il centro di avviamento al rugby a Iano di Scandiano (per i bambini da 5 a 12 anni, ndr)».
Dopo questa partenza avete cambiato i vostri obiettivi?
«Siamo partiti per ottenere una salvezza più tranquilla rispetto all’anno scorso. Mi riservo di aspettare dicembre prima di ridefinire gli obiettivi».
Il segreto del Valorugby?
«Ho trovato gente capace, come giocatori e staff. Persone che non vedevano l’ora di avere la possibilità di crescere, di far parte di qualcosa di stabile. Sentono la fiducia e rispondono con i risultati. Poi, lo so benissimo, arriveranno le difficoltà. Intanto ci prendiamo queste belle vittorie».
Riesce a conciliare gli impegni di lavoro con le partite?
«Quest’anno ho visto la gara con le Fiamme Oro e venerdì notte tornerò dagli Stati Uniti, dove mi sto recando perché un’importante azienda inaugura un magazzino, proprio per vedere la gara con Rovigo. E come le ho detto conto nella vittoria». —
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