Sempre di corsa tra calcio e studio La guastallese Ginevra al Florentia
L’intervistaMaurizio RossiScegliere di lasciare famiglia, amici e la propria città non è semplice. Ma la guastallese Ginevra Costantino, 18 anni compiuti a luglio, per inseguire la sua passione...
L’intervista
Maurizio Rossi
Scegliere di lasciare famiglia, amici e la propria città non è semplice. Ma la guastallese Ginevra Costantino, 18 anni compiuti a luglio, per inseguire la sua passione calcistica, ha deciso che valeva la pena fare dei sacrifici. Da questa stagione il terzino destro milita nel Florentia, in serie A, dopo esperienze a Ravenna e Reggiana (poi Sassuolo femminile).
Come è nata la sua passione per il pallone?
«Spontaneamente, da quando ero piccolissima e non mi ha mai abbandonato. Anzi è cresciuta sempre più grazie anche a mio papà e alla nonna, grande tifosa, guardavamo sempre le partite insieme. Ho cominciato a giocare in una squadra maschile a sei anni e raggiunta l’età massima per giocare con i ragazzi, a 13 anni sono approdata nel mondo del calcio femminile».
Come è stato arrivare alla Reggiana?
«Ho realizzato un sogno, quando per la prima volta ho indossato quella maglia e l’ho fatto lottando e mettendoci cuore e anima. La Reggiana ha sempre avuto una mentalità professionistica e per questo motivo mi ha cambiato tanto dal punto di vista caratteriale. Per giocare a certi livelli, bisogna comportarsi in un certo modo e se oggi sono dove sono mi sento in dovere di ringraziare la Reggiana».
A 16 anni raggiunge la serie A, però decide di andare a giocarla altrove...
«L’ho fatto a malincuore. Non è stato facile abbandonare quella che era come una seconda famiglia. Ma avevo bisogno di trovare nuovi stimoli per continuare a lavorare e raggiungere i nuovi traguardi».
Un anno a Ravenna e ora al Florentia, sempre in A.
«L’anno a Ravenna è stato molto travagliato. La Florentia mi ha cercato e il presidente Becagli mi ha colpito per la sua passione e la sua vicinanza alla squadra, ci siamo trovati subito in sintonia».
Come concilia studio e calcio, soprattutto lontano da casa?
«Dopo il trasferimento a Cesena l'anno scorso, ho dovuto abbandonare lo studio della seconda lingua, il tedesco, e ora frequento il quinto anno del liceo scientifico. Ora che sono andata via da casa non c’è più mia mamma a darmi un aiuto in più, quindi cerco sempre di organizzarmi e rendere utile ogni momento della giornata. Ho scelto io questa vita e non mi pesa affrontarla perché sono consapevole che per raggiungere i miei obiettivi devo fare sacrifici». —
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