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«Dedico alla boxe ogni momento perché voglio arrivare in alto»

«Dedico alla boxe ogni momento perché voglio arrivare in alto»

Il 21enne Mattia “Lo Spartano” De Bianchi dopo il debutto da professionista  «La sera lavoro come pizzaiolo a Rubiera e mi alleno due volte al giorno»

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REGGIO EMILIA

La prestazione di Mattia De Bianchi nel suo esordio da pro, con la spettacolare vittoria il 22 settembre al Lido Po Guastalla contro il quotato Di Bartolo, ha convinto tutti.

In particolare, il promoter Sergio Cavallari, che ha deciso di rivedere sul ring “Lo Spartano” già nel prossimo appuntamento targato Boxe Tricolore Olmedo.

Sabato 27 ottobre al Mirabello saranno dunque due i match professionistici in programma: oltre al previsto ritorno del peso medio Big George Painstil, ci sarà anche Mattia. Ancora da definire gli avversari, che saranno sicuramente italiani e impegnativi.

«A Guastalla sono rimasto sorpreso - dichiara il tecnico Michael Galli - perché lo Spartano è andato oltre le migliori aspettative, contro Di Bartolo che era venuto per vincere. Inoltre ha fatto vedere tutto ciò che avevamo preparato in allenamento: Mattia ascolta, si applica, e questa per me è la soddisfazione maggiore».

Il campione, maglia azzurra da dilettante, è infatti assolutamente sul pezzo, completamente devoto alla boxe, con sacrifici enormi per un 21enne.

«A Guastalla sono partito prudente - racconta De Biachi - visto l’avversario. Ma fin da subito mi sono sentito benissimo, e padrone del ring. Il pugilato professionistico è in parte diverso, ma alla fine la boxe è quella e la mia lunga carriera dilettantistica mi ha permesso di non sentire il divario di esperienza. So di aver fatto bene, ma la montagna è ancora lunga da scalare: già il giorno dopo il match mi sono allenato».

La giornata dello Spartano è completamente organizzata in funzione della boxe: «Mi alleno tutte le mattine e tutti i pomeriggi, sei giorni a settimana, e ogni sera vado a lavorare alla pizzeria La Sfiziosa di Rubiera. Dormo ogni notte dalle 2, dopo il lavoro, alle 10 del mattino, perché otto ore di sonno per un atleta sono il minimo. Sono seguito da un nutrizionista, mi preparo e mi peso il cibo da solo tutti i giorni, senza mai sgarrare: se mangiassi come una persona normale, peserei 63-64 chili, ora sono sui 56 ma il mio obiettivo è scendere nei pesi gallo (53,5 kg) per avere ancora più chance».

«Se vuoi essere un pugile, devi esserlo 24 ore al giorno, non si può barare. Ho pochi spazi per la vita personale, ma credo che avrò modo più avanti di recuperare il tempo perduto, mentre la possibilità di essere un atleta ai massimi livelli ce l’ho soltanto oggi. E voglio fare di tutto per sfruttarla».

A partire dal 27 ottobre al Mirabello. —

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