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Comico e calciatore, Gene Gnocchi ricorda: «Il Mirabello, Crippa e il mio Fiorenzuola»

Luigi Cocconcelli
Comico e calciatore, Gene Gnocchi ricorda: «Il Mirabello, Crippa e il mio Fiorenzuola»

I prossimi avversari della Reggiana vantano un ex speciale. «Con quella maglia ho vinto il campionato di Promozione»

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REGGIO EMILIA. Nella galleria fotografica del Fiorenzuola fa bella mostra di sé una riproduzione un poco sbiadita dei primi anni ottanta, vi appare un giocatore cerchiato in rosso. Da lì sono passati anche atleti dalla carriera più illustre, come Hubner, Pircher, Chierico, Torresani, ma ci si vanta soprattutto di quel ragazzo. Sì, quel ragazzo di strada ne ha fatta.

Anche se non sui campi di calcio, che pure ha continuato e continua a frequentare con passione, competenze e grande vis comica. Già, perché in pochi sanno che Gene Gnocchi ha indossato per alcune stagioni la maglia del Fiorenzuola, che domenica ospita la Reggio Audace.

Il comico nella sua carriera da calciatore vanta anche un contratto con il Parma nella stagione 2007/2008: a 52 anni voleva essere il giocatore più anziano a calcare i campi di gioco della serie A ma non fu mai schierato.

Ricordi delle stagioni al Fiorenzuola?

«Sono passati trenta e passa anni, ricordo quei tempi con un pizzico di nostalgia e tanto piacere, il primo anno vincemmo il campionato di Promozione, allora non c’era l’Eccellenza, il campionato successivo in serie D, che all’epoca si chiamava interregionale, arrivammo terzi dietro al Sassuolo».

Che ne pensa della sfida con la Reggiana, se la sente di regalarci una maglietta delle sue?

«Quelle fanno parte del lavoro, mi verrebbe un Fiorenzuola-Audace divertitevi, vinca il migliore ed andate in pace».

E il migliore chi è?

«No, per carità, non mi chieda un giudizio tecnico o un pronostico, non conosco i giocatori della Reggiana, tantomeno quelli del Fiorenzuola, lasciamo che sia il campo a giudicare».

Che effetto le fa sentir parlare di un match tra Fiorenzuola e Reggiana?

«Strano, ma è un inedito più a causa della Reggiana, il Fiorenzuola, tranne un anno o due in C, ha sempre oscillato tra la serie D e i campionati inferiori. È dove le compete di stare, fuori posto è la Reggiana, come lo era qualche anno fa il Parma».

Si è chiesto e spiegato il perché?

«Sono cose che capitano, ho sentito delle vicissitudini della gestione Piazza, della decisione di non iscrivere la squadra, le motivazioni non le so, bisognerebbe chiederlo a lui o a qualcuno più informato di me».

Mai incontrato la Reggiana?

«Sul campo no, non sono mai arrivato a quei livelli, da tifoso sì, a 14-15 anni prendevo il treno e venivo a vedere le partite al Mirabello, ricordo ancora il fondo in carbonella».

Come mai?

«Mi ero, calcisticamente parlando, innamorato di Crippa, ricordo altri bravi giocatori, Boranga in porta, Fanello, Grevi, ma per chi ama un certo tipo di calcio vedere giocare Crippa era una libidine».

Più di recente ha seguito la squadra granata?

«L’ho seguita ai tempi di Chiarino Cimurri, un grande amico e una grande persona di sport, e Foglia, con lui ci sentivamo, mi teneva informato, poi diciamo che più che altro l’ho orecchiata, da lontano, pur essendo di Parma mi sta simpatica, merita di stare più su ma fare calcio al giorno d’oggi è complicato, ci vogliono soldi e tanta passione».

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