Giovani e vecchie glorie tutti affamati di rugby I Lupi Reggiani sono pronti
La novitàRoberto TegoniFormalmente sono una squadra di sviluppo, in gergo squadra cadetta, della provincia modenese, gli Highlanders Formigine. Nella sostanza, sono reggiani doc. Dai giocatori, agli...
La novità
Roberto Tegoni
Formalmente sono una squadra di sviluppo, in gergo squadra cadetta, della provincia modenese, gli Highlanders Formigine. Nella sostanza, sono reggiani doc. Dai giocatori, agli accompagnatori, al campo – uno dei tanti della Curia di via Adua a Santa Croce – dove si allenano e probabilmente giocheranno le partite casalinghe del campionato di C2 di rugby.
Nostrano è anche il nome, Lupi Reggiani. Un nome che richiama i fasti del periodo dei Lupi di Canolo di qualche anno fa. Un nome scelto non a caso, considerato che i protagonisti e gli ideatori di questo nuovo sodalizio sono ex giocatori di quel club che a tratti dominò nel rugby emiliano romagnolo di qualche anno fa. Ma nel gruppo ci sono anche diversi giovani dell’ex Rugby Reggio, che una volta usciti dal vivaio del club cittadino, ora Valorugby Emilia, faticano a trovare spazio nel top team.
A guidare la compagine, che domenica debutta alle 15.30 a Noceto, c’è una conoscenza del rugby nostrano e internazionale: Silao Leaega, ex nazionale samoano, miglior estremo ai mondiali del ’99 e tornato in provincia (allenò e giocò proprio nei Lupi di Canolo, in C) dopo un biennio a Parma. «E’ come tornare in famiglia, ritrovo amici anche se di fatto con alcuni non abbiamo mai perso i contatti», spiega Silao».
Maccieri e Cristoni: due suoi ex compagni di squadra hanno pensato e concretizzato l’idea dei Lupi Reggiani?
«Hanno avuto più intraprendenza nel fare la punta della freccia, portando avanti questa idea. C’era la volontà, partita dai ragazzi, di costruire una squadra. Ringraziamo sinceramente il Formigine per averci dato supporto».
Il vostro obiettivo?
«Ci alleniamo seriamente da un mese, quindi la prima cosa è fare gruppo. A parte gli ex Lupi di Canolo, tanti ragazzi di Reggio, a 18 anni, se non sono campioni che vanno in Top12 si perdono per strada. Questa è una bella opportunità per loro».
Sarà derby con Guastalla, una sfida tra amici.
«Penso proprio di sì, anche se ho l’impressione che troppe persone invece di collaborare facciano una inutile guerra. Ognuno fa il suo, il nostro sport a questi livelli è povero e dobbiamo fare il meglio che possiamo. Con due squadre ci sono più possibilità per tutti di giocare e divertirsi».
Ritroverà da avversario tanti ex compagni di squadra.
«Farà uno strano effetto ma sarà bellissimo».
La vostra forza sarà la serenità mentale?
«Esatto, non ci sono pressioni di sorta. Parole d’ordine: divertimento e impegno». —
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