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Staiti è tornato la “Iena” «Il gol da 30 metri? Quella è la mia posizione»

Gian Marco Regnani
Staiti è tornato la “Iena” «Il gol da 30 metri? Quella è la mia posizione»

«Persona feroce e aggressiva»: questa la definizione sul dizionario alla voce “Iena”, soprannome affibbiato a Lorenzo Staiti ai tempi dell’Entella. Domenica contro la Pergolettese l’ex Feralpi ha...

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«Persona feroce e aggressiva»: questa la definizione sul dizionario alla voce “Iena”, soprannome affibbiato a Lorenzo Staiti ai tempi dell’Entella. Domenica contro la Pergolettese l’ex Feralpi ha messo in mostra un repertorio fatto di grandi recuperi e inserimenti offensivi, a tratti, appunto, feroci: non a caso dai suoi piedi è scaturito il secondo gol e, come ciliegina sulla torta, la rete del 5-0 con una conclusione potente e precisa dai 30 metri. «Negli ultimi anni mi è capitato spesso di segnare da quella posizione - ammette con un sorriso Staiti -. La stagione più prolifica è stata quella della promozione in C1 con l’Entella (11 gol nel campionato 2011/12, ndr): allora ero un giocatore molto offensivo, adesso invece sono più dinamico e duttile».

In passato ha regalato qualche dispiacere alla Reggiana…

«Ricordo bene il gol del 2-0 segnato a Chiavari nel 2012: un destro all’incrocio dei pali, imparabile per Tomasig.».

Che sensazioni dà vincere al “Città del Tricolore”?

«Ci sono stadi che ti danno un qualcosa in più e il Giglio è uno di questi: giocarci da protagonista con la maglia della Reggiana regala emozioni indescrivibili».

Cosa ne dice del 4-4-2 disegnato da Antonioli …

«Il nostro continuo cambiamento di pelle deve essere visto come un valore aggiunto: abbiamo le carte in regola per fare bene col 4-4-2, Osuji è il giocatore più completo e può fare l’esterno senza problemi».

Luche, in netta ripresa dopo la tribuna di Carpi…

«Doveva solo portare pazienza: è stato bravo a trovare costanza negli allenamenti e il mister l’ha premiato con la maglia da titolare».

Spanò vi ha dato una carica in più?

«Lo conoscevo come giocatore, ora ho imparato ad apprezzarlo come persona. Lui è un esempio per tutti noio».

Da Russi in poi cosa è cambiato?

«Un paio di settimane fa dissi che la vera Reggiana sarebbe venuta fuori dopo un mese e piano piano ci stiamo riuscendo. L’intesa dentro e fuori dal campo è aumentata».

Fuori dal campo come procede l’adattamento in città?

«Mi sono innamorato del centro di Reggio e delle sue viuzze dove passeggio spesso con la mia compagna». —





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