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«Se difendiamo, a Desio possiamo giocarcela»

Riccardo Bellelli
«Se difendiamo, a Desio possiamo giocarcela»

Riccardo Eliantonio, tecnico della Bmr, guarda alla prossima trasferta dopo la debacle all’esordio con Vicenza al Bigi

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Ancora una volta il Bigi non ha portato fortuna alla Bmr che, nella gara di esordio contro Vicenza, ha perso molto più nettamente di quanto il punteggio di 57-65 dica.

Il coach Riccardo Elianotonio non ci va troppo tenero con i suoi giocatori: «Abbiamo regalato i primi 20’ e questo non è ammissibile. Eravamo imbarazzanti, mi vergognavo di essere l’allenatore di una squadra che giocava in quel modo».

Come spiega l’inizio di gara così negativo?

«Il primo tempo non abbiamo giocato e non abbiamo difeso. Eravamo molto impauriti, contratti, non abbiamo eseguito nulla di quello che ci eravamo detti e siamo andati sotto di 20 punti».

Dal terzo quarto c’è stato un tentativo di recupero, cos’è cambiato?

«Nell’intervallo ci siamo guardati in faccia e da lì abbiamo iniziato a giocare la nostra partita, ma non si può giocare una gara contro gente grossa ed esperta come i giocatori di Vicenza partendo sotto di 17 punti. Tutte le volte che arrivavamo a - 5, -6, un errore, una bomba presa in transizione, ti ributtavano sempre indietro. Forse qualcuno ha sentito l’emozione dell’esordio e così abbiamo giocato male e in pochi. E quando si gioca in pochi si fa fatica».

Bene Germani ma forse sono mancati gli altri due teorici trascinatori di questa squadra, Canelo e Maccaferri. Concorda?

«Maccaferri è ancora indietro di condizione. Canelo ha provato ma è stato molto pasticcione soprattutto nei momenti in cui siamo tornati sotto».

Ha mai pensato di potercela fare?

«A un certo punto ci avevo anche creduto, quando Germani ha sbagliato l’appoggio del -4, se lo segna andavamo a -2 invece abbiamo preso canestro e fallo dall’altra parte. Dal possibile -2 siamo andati -9, sembrano bazzecole ma fanno la differenza. C’è mancato sempre quel qualcosina per riuscire a tornare davvero in partita. In più siamo una squadra che dovrebbe avere nel tiro da tre una delle sue armi invece abbiamo tirato con percentuali decisamente basse dall’arco».

I meriti di Vicenza?

«Abbiamo passato molto tempo a rincorrere e in queste condizioni arrivi che sei a corto di energie e giocavamo contro una squadra forte ed esperta, non contro i ragazzini dell’oratorio San Carlo di Milano. Avevamo davanti gente come Corral, Martini, Campiello, Crosato, Quartieri e compagnia cantante. Ogni volta che ci avvicinavamo, per demeriti nostri o per bravura loro, venivamo ricacciati indietro».

Guardando avanti, cosa vorrebbe cambiare nella prossima settimana?

«Andiamo a Desio in un palazzetto sempre pieno contro una squadra arrabbiata perché ha perso. Questa è una settimana di lavoro duro perché non possiamo tornare a regalare mezza partita agli avversari. Se andiamo a Desio con la stessa testa sarà un vero disastro, se invece capiamo che bisogna difendere possiamo giocarcela». —



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