Il Fiorenzuola di Lucio Brando va a mille «Ma conosciamo il valore dei granata»
L’ex vice di Beppe Scienza fa professione di umiltà: «Noi vogliamo soltanto divertirci e far divertire il nostro pubblico»
REGGIO EMILIA
Seconda contro terza, la somma dei punti fa di Fiorenzuola- Reggio Audace il big match della domenica , il match più atteso del girone D della serie D.
Difficile, ad inizio avventura, trovare qualcuno pronto a scommettere che all’appuntamento davanti ci arrivassero i piacentini.
Non lo aveva fatto e non se l’aspettava Lucio Brando, alla prima panchina in serie D dopo tanta gavetta ed un passato- cinque anni fa- da vice allenatore alla Feralpi Salò di Beppe Scienza. «So- dice- che Beppe è ancora molto stimato a Reggio. Ora le nostre strade si sono separate dopo quell’esperienza gardesana».
Brando, domenica, non era al città del Tricolore, sebbene il Fiorenzuola avesse anticipato l’impegno di Lodi al sabato sera. Sta a significare che “snobba” la Reggiana?
«Ci mancherebbe altro, sarei uno sciocco, il fatto è che la conosciamo, sappiamo che è strutturata, organizzata, sul piano tecnico tra noi e lei non c’è partita e poi qualcuno che mi ha riferito c’era...».
Se l’aspettava di essere lei la lepre di Antonioli?
«No di certo. Sappiamo che gli obiettivi sono diversi. Certo, per ora il campo dice questo, ma il campionato è lungo, la Reggiana ha scontato il dover essere partita in ritardo, ma verrà sicuramente fuori, noi stiamo facendo bene, per ora siamo oltre le aspettative mie e della società».
Gli obiettivi del Fiorenzuola?
«Fare un buon campionato, sulla falsariga dell’anno scorso,quando ha concluso al quarto posto dopo aver girato in testa la boa di metà torneo, divertirsi e fare divertire, suscitare emozioni e lanciare qualche giovane».
A proposito di giovani, nel Fiorenzuola dove giocano gli under?
«Finora abbiamo schierato un difensore centrale, un esterno, uno a centrocampo ed uno in attacco».
Quindi, a differenza di tante altre, avete optato per un portiere over…
«Eravamo partiti con 2 ragazzi del 98, ma abbiamo avuto dei problemi ed allora abbiamo scelto il portiere vecio».
Tatticamente lei dicono prediliga il 4-3-3…
«Per ora ci siamo sempre messi con il 4-3-1-2 ,poi i numeri contano sino a mezzogiorno».
Sarà così anche domenica?
Brando scoppia in una risata e lascia la domanda senza risposta, ma aggiunge che «abbiamo e stiamo lavorando anche su dell’altro».
Che partita si augura?
«Equilibrata, il divario tecnico, la qualità individuale sta tutta dai nostri avversari, ci penalizza, ma se riusciamo a tenerla equilibrata poi tutto può succedere, l’importante per noi è saper reggere la pressione, non avere soggezione del nome e del blasone dell’avversario».
Tanti osservatori dicono che lo spauracchio maggiore per Modena e Reggiana sia il dover giocare su campi stretti, corti e dal terreno non propriamente un biliardo, è così?
«Ci sono effettivamente campi più piccoli, ma noi abbiamo uno stadio vero, dimensioni regolari, manto erboso perfetto, non so se per noi contro la Reggiana sia un bene od un male, ma in effetti è così». —
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