Gazzetta di Reggio

Sport

Rally, Mazzini e Giannaroli vincono il Legend ma nessuno li premia

Alessandro Zelioli
Rally, Mazzini e Giannaroli vincono il Legend ma nessuno li premia

A San Marino l’equipaggio reggiano ignorato dagli organizzatori: «Meritavamo il podio, qui non ci vedranno mai più»

2 MINUTI DI LETTURA





CASALGRANDE. «Ci sono rimasto molto male, ma non per me. Tenevo a salir sul podio per i ragazzi più giovani del team e per lo scopo benefico che ci siamo imposti. Una cosa è certa: al Rally Legend non mi vedranno mai più».

Mirko Mazzini, 50enne casalgrandese è davvero arrabbiato. Quello che è successo a lui e al pilota Antonio Gianaroli ha davvero dell’incredibile. La classifica ufficiale della 16esima edizione del Rally Legend, uno dei più importanti del calendario, svoltosi a San Marino, li vede primi di classe M2 e tredicesimi assoluti ma, al momento delle premiazioni, nessuno sapeva di doverli premiare tanto da consegnare la loro coppa a un duo ungherese che non era neppure tra i primi due.

E dopo le informazioni che i due della Maranello Corse hanno richiesto all’organizzazione, si sono sentiti anche maltrattare. «Una cosa incredibile _ racconta Mazzini amareggiato _. Io non so di chi siano le colpe, certo che se viene pubblicata una classifica ufficiale ed anche esposta in modo che tutti la possano vedere, mi pare difficile poter sbagliare».

Quindi Mazzini prosegue: «Non mi interessa né della Coppa né della targa. Le avremmo lasciate al team, soprattutto a quei due meccanici neo diciottenni che hanno trascorso tre notti in bianco per sistemarci la macchina. In particolar modo sabato sera quando ha preso fuoco. La mattina era nuovamente perfetta».

Il rallysta non riesce proprio a mandar giù quel che gli è accaduto: «Per il modo con il quale siamo stati liquidati e per la poca professionalità di chi ha chiuso in fretta la cosa, dicendoci che se non ci andava bene, l’anno prossimo potremo anche starcene a casa. Cosa che avevamo già deciso da soli. Questa è una delle gare più belle, ma se tra gli addetti dell’organizzazione ci sono elementi che non hanno capito lo spirito del rally, beh, mi spiace ma a noi questa corsa non interessa».

Poi l’altro aspetto che Mazzini sottolinea: «Noi corriamo con il logo della Ricerca contro la Fibrosi Cistica. Salire su quella pedana avrebbe fatto bene alla causa che stiamo sostenendo».

Un rally nel quale Mazzini ha fatto valere la sua esperienza: «Sono rientrato dopo 13 anni per divertirmi, ma stavolta mi hanno fatto passare la voglia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google