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Reggio Emilia, a Sesso si giocherà il primo torneo di calcio... scalzi

Reggio Emilia, a Sesso si giocherà il primo torneo di calcio... scalzi

Lo ha organizzato una giovane missionaria sul campo parrocchiale di Sesso a favore dei bimbi che in Madagascar giocano senza scarpe vicino a un ospedale

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REGGIO EMILIA. Calcio e solidarietà vanno a braccetto e scendono entrambi in campo - rigorosamente a piedi nudi - a favore delle missioni in Madagascar. La precisazione circa i piedi nudi non è casuale. Uno degli scopi della giornata di festa organizzata dalla società Fc Sesso assieme alla Parrocchia della frazione cittadina è appunto quella di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di vita dei bambini in Madagascar. Bambini che giocano sì a calcio ma a piedi nudi perché il loro primo problema non riguarda le scarpe con i tacchetti ma il cibo e l’acqua.

IL CAMPO. Ma cosa accadrà domenica 28 ottobre? Semplice: sul campo di calcio del Sesso si svolgerà un torneo aperto a tutti, grandi e piccoli, ragazzi e ragazze; anche a singoli giocatori o giocatrici che decidano di recarsi a Sesso per aderire all’iniziativa all’ultimo istante; una manifestazione, alla sua prima edizione, finalizzata a sensibilizzare le persone nei confronti della povertà del mondo africano e nello specifico per sostenere economicamente la missione in Madagascar.

Il nome del torneo è “Siamo tutti nati scalzi” e la competizione si disputerà appunto sul manto verde del campo parrocchiale di Villa Sesso, che sarà tirato a lucido per l’occasione, senza però indossare né scarpe né calze, quindi a piedi nudi. Parallelamente, sarà a disposizione di tutti un servizio ristoro con bar e gnocco fritto a partire dalle 18.

L’IDEA DI CRISTINA. Organizzatrice di questa iniziativa, Cristina Orlandini, giovane sportiva reduce da una esperienza nelle missioni del Madagascar.

«Siamo nel mese missionario - ci spiega Cristina Orlandini - e abbiamo pensato di creare questa prima edizione del torneo di calcio per consentire alla gente di mettersi per un attimo nei panni di queste persone. Io sono stata in Madagascar per un anno e mezzo e là ho giocato scalza, assieme ai giovani del luogo e proprio da quella mia esperienza ho deciso di creare un’iniziativa finalizzata al sentirsi più vicini al loro modo di vivere lo sport; un’iniziativa un po’ diversa che vuole catturare il cuore delle persone».

Volontaria nell’ospedale di Ampasimanjeba, e in un centro di infanzia, Cristina si è occupata dei bambini che avevano magari i genitori ricoverati all’ospedale: «Proprio in quell’area abbiamo costruito una campo da calcio con le canne di bambù dove giocavamo scalzi, tutti assieme. In ospedale, invece, seguivo il progetto “Salute madre bambino”, riservato alle donne incinta e inoltre prestavo servizio di volontariato anche presso un istituto per malati di tubercolosi».

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