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il sogno olimpiadi 2026 

Definizione di sedi e budget Milano-Cortina, è partita la macchina organizzativa

Nicola Corda
Definizione di sedi e budget Milano-Cortina, è partita la macchina organizzativa

Stoccolma e Calgary le città da battere per aggiudicarsi i Giochi invernali Malagò: «Spese contenute e alla portata delle due regioni»

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ROMA

Milano e Cortina ora fanno sul serio. La sfida per conquistare le Olimpiadi invernali del 2026 diventa operativa con un percorso definito, senza curarsi troppo delle altre due candidature in lizza, Stoccolma e Calgary. Le possibilità per un recupero di Torino sono ormai tramontate, «siamo ormai oltre i tempi supplementari e i rigori» ha detto Luca Zaia uscendo dal vertice che si è svolto ieri mattina nella sede del Coni a Roma. Ospiti del capo dello sport italiano Giovanni Malagò, anche il presidente della Lombardia Attilio Fontana e i due Sindaci Giuseppe Sala e Giampietro Ghedina. «Clima eccellente oltre le aspettative, collaborazione e accordo praticamente al 98 %», spiega la squadra che nei prossimi mesi si giocherà tutto, pur senza il supporto del governo. Roma resta fuori, almeno per ora con Sala e Fontana che esprimono il loro rammarico perché «le Olimpiadi sono dell’Italia non del lombardo-veneto». Malagò invece taglia corto, «senza polemica non tiro la giacchetta a nessuno», ma «escludo che la candidatura sia più debole». Anche perché la filosofia sarà «low budget», numeri che «spalmati sugli otto anni che ci separano dai giochi, sono tranquillamente alla portata delle due regioni» che potranno contare anche su un supporto dei privati.

Partita la macchina affiorano le indiscrezioni sulle due cerimonie con Milano che prenota l’apertura a S. Siro come conferma il sindaco Sala, e la chiusura per cui c’è «l’idea di un luogo particolarmente scenografico come l’Arena di Verona». «Ci stiamo pensando»” dice Malagò spiegando che il dossier e il master plan da illustrare al Comitato olimpico Internazionale sarà definito anche con questi dettagli. Niente comitato promotore, sempre nella logica delle spese al minimo, sarà la squadra formatasi ieri con i tecnici e gli operativi che dalla prossima settimana spingerà sull’acceleratore. Le visite del CIO saranno settimanali e il 7 e 8 novembre si parte ai massimi livelli con il presidente Thomas Bach e il direttore generale Cristophe De Kepper. Percorso che terminerà con l’ultimo check ad aprile per poi arrivare alla designazione di giugno. Accordo pieno anche sul budget, metà ai lombardi e metà ai veneti, così come la divisione delle discipline. Il grosso delle specialità su ghiaccio andrà a Milano, sci alpino a Cortina ma qualche gara anche in Valtellina dove si disputerà pure lo snow board e free style. Coinvolto anche il Trentino: in val di Fiemme a Predazzo c’è lo stadio del salto che rispetta gli standard olimpici e poi la combinata nordica. Sembra sciolta la riserva anche per la pista del bob: «Non è più un problema il progetto è già nel mio cassetto con il piano di gestione» ha annunciato il presidente veneto Luca Zaia, «in Veneto si dice non servono i soldi ma bastano le idee». In regione la partita dei giochi della neve ha messo in moto molte energie, «è un fiume in piena, tutti s’interessano – dice il governatore – un lavoro di qualità sarà attrattivo anche per le risorse private».

Il tema del budget ovviamente resta sotto traccia, nessun numero né dal capo del Coni, Giovanni Malagò né dagli amministratori. 300 milioni sarebbe la cifra di massima individuata dal comitato, escludendo naturalmente ogni tipo di infrastruttura extra sportiva, ipotesi non prevista nel master plan attuale. I due governatori, entrambi della Lega, ovviamente sperano fino all’ultimo in una mano da Roma, anche se, con Torino esclusa dai giochi, è improbabile che ci sia un ripensamento nei piani alti del Movimento 5 Stelle. —





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