L’ex granata Filippo Antonelli ds nel Monza di Berlusconi «Una grande opportunità»
Nelle due stagioni in maglia granata, dal 2012 al 2014, aveva messo in mostra doti da leader dentro e fuori il campo e studiava già da aspirante direttore sportivo, come dimostra il fatto che al...
Nelle due stagioni in maglia granata, dal 2012 al 2014, aveva messo in mostra doti da leader dentro e fuori il campo e studiava già da aspirante direttore sportivo, come dimostra il fatto che al presidente Alessandro Barilli caldeggiava l’acquisto dell’attaccante Roberto Inglese, del quale era stato compagno di squadra a Lumezzane e che poi è esploso in serie A. Filippo Antonelli il ds poi ha iniziato a farlo davvero, dopo una parentesi alla Pro Patria, nel 2015 è approdato al Monza. Quella brianzola è la squadra del momento dopo che è finita nelle mani del presidente Silvio Berlusconi e del fedele Adriano Galliani (il dg è la reggiana Daniela Gozzi).
Antonelli, lavorare in una squadra di Berlusconi è una bella occasione, oltre che responsabilità...
«L’avvento del gruppo Fininvest è qualcosa di eccezionale per il Monza e per tutti quelli che sono qui. Lavorare con persone che hanno fatto la storia del calcio è una grandissima opportunità».
Certo ora ci sono pressioni non proprio da serie C.
«Bisogna crescere in fretta e abituarsi alle pressioni».
Cosa prova per la Reggiana?
«Ho mantenuto un bellissimo legame con la città. Sono stati due anni per me meravigliosi, nonostante le difficoltà, e di grande crescita. Nella finale playout con il Cuneo ero capitano e mi ricordo bene la sofferenza».
Dicono che lei aiutava i giovani e ne capiva le potenzialitò. In pratica faceva già il ds.
«I campionati si vincono con le società, l’ho sempre pensato. Dunque nello spogliatoio provavo a dare il mio contributo, dando l’esempio».
È vero che voleva fare il ds a Reggio Emilia?
«Ero in parola con Barilli per fare il team manager o l’osservatore. Poi con l’arrivo di Vavassori mi è stata prospettata un’esperienza alla Pro Patria, dove però non mi sono trovato bene. Nel frattempo ho fatto il corso per direttore sportivo».
Berlusconi ha detto che vuole calciatori senza orecchini e tatuaggi.
«L’educazione e il rispetto delle regole sono importanti. I giocatori devono comportarsi bene e ricordarsi che rappresentano anche una città. Il nostro Monza ha vinto la Coppa Disciplina».
La Reggiana giocatori così ne ha, uno su tutti Alessandro Spanò.
«Ripartire con lui è stato un grande colpo. È un difensore moderno, che conosco bene».
Giuseppe Ponsat è stato con voi l’anno scorso. Che giocatore è?
«Deve recuperare un po’ di fiducia ma ha qualità tecniche e può dare una grossa mano»
La sua ricetta per vincere la D?
«Campionato difficile perché bisogna arrivare primi. Al primo anno, quella della ripartenza, siamo partiti in ritardo e siamo finiti ottavi. L’anno dopo abbiamo colto la promozione. L’importante è essere equilibrati, scalare la classifica e trovare la continuità con le squadre meno forti. Poi ovviamente non bisogna perdere gli scontri diretti». —
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