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Il “Mondo piccolo” del Lentigione che sfida la Reggiana: «Qui c’è il calcio di una volta»

Jacopo Della Porta
Il “Mondo piccolo” del Lentigione che sfida la Reggiana: «Qui c’è il calcio di una volta»

L’imprenditore Alfredo Amadei parla della passione della sua famiglia per il pallone: «Vorrei la stessa atmosfera del rugby, con i tifosi ma senza gli eccessi delle curve»

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LENTIGIONE. «Per gli Amadei il Lentigione è un impegno nei confronti del paese, per dare la possibilità a chi ama il calcio di guardare una partita alla domenica. Viviamo il calcio come una volta, senza quegli eccessi di oggi che non ci piacciono, siamo vicini alla direzione tecnica, ai volontari, al nostro piccolo pubblico». Alfredo Amadei, presidente di Immergas, fornisce questa descrizione da “Mondo piccolo” del Lentigione, di cui da questa stagione è il patron. Una società che però, a dispetto della dimensione paesana, anzi da frazione di mille abitanti, può contare su infrastrutture straordinare per una realtà dilettantistica. Una realtà che ha alle spalle un’impresa di rilievo internazionale e che si è distinta in questi anni per una programmazione e gestione assolutamente oculata.

Alfredo Amadei, da quest’anno è lei il patron del Lentigione. Non è una novità, visto anche il suo passato a Modena.

«Ho raccolto il testimone da mio padre Romano, che ha seguito l’avventura del Modena. Ho pensato che dovevo continuare ad occuparmi di questa squadra, che è un patrimonio del paese. Un impegno meno gravoso rispetto al Brescello o al Modena. E soprattutto qui c’è un calcio che mi piace, visto che quello di oggi è cambiato».

Qual è il calcio che le piace?

«Voglio una gestione rugbistica. Vorrei che il campo sportivo fosse aperto a tutti. Fosse per me non metterei nemmeno il biglietto d’ingresso, tanto per quello che ci guadagno (ride, ndr)...

Quanti spettatori avete in media, 80?

«Faccia anche la metà».

Come vorrebbe lo stadio?

«Non vorrei le recinzioni. Non mi piacciono le partite con i blindati delle forze dell’ordine. Così come credo che il tifo organizzato sia improponibile e obsloleto: rende il calcio invivibile e allontana le famiglie dallo stadio. Vorrei un calcio con i tifosi ma senza la curva, senza bandieroni che non fanno vedere niente a quelli dietro, striscioni con frasi alle volte stupide. Mi piace il modello inglese di oggi. Dove ognuno risponde per quello che fa e non ci sono blindati».

I presidenti delle società di calcio hanno spesso rapporti con la tifoseria organizzata.

«Io da dirigente non li ho mai avuti».

In estate qualcuno vagheggiava di un accordo tra la Reggiana e il Lentigione, dopo che i granata avevano perso il titolo sportivo.

«Non se ne è parlato. Certo sono dispiaciuto per quello che è accaduto alla Reggiana. La storia e la tradizione di questa squadra meritavano di più. Così come del resto quelle del Modena. Ora due squadre con grande tradizione sono costrette a ripartire da zero. Ma questo è il calcio di oggi».

Che differenze c’è tra lei e suo padre come stile dirigenziale?

«Lui è più passionale, tifoso. Io ho giocato a calcio, nel 2009 con la mia squadra siamo stati campioni nazionali Uisp. Amo vedere le cose da un punto di vista più tecnico».

Il Lentigione con l’Immergas sponsor è tornato in serie D e rappresenta una delle realtà più importanti del panorama dilettantistico. La ricetta?

«C’è un’attività di volontariato molto importante e un supporto economico di Immergas e di altri sostenitori. Poi c’è una visione realistica, di quello che possiamo fare».

Il Modena e il Lentigione nello stesso girone. Qualcuno ha storto il naso, conflitto di interessi?

«Non so chi abbia detto questa cosa. Mio padre è uno sponsor, senza alcun ruolo nel Modena. Nella partita con il Modena abbiamo perso nel recupero e ci è stato annullato un gol che poi si è scoperto essere regolare».

Come vede la Reggiana?

«È una buona squadra, però ha mostrato ancora molti limiti rispetto agli obiettivi che si è fissata, deve metterci qualcosa di più. Il Modena è la squadra favorita».

Previsioni sul derby?

«Noi giochiamo per salvarci, questo è il nostro obiettivo. La classifica parla chiaro sulle differenze tra noi e loro. Mi immagino una Reggiana sbilanciata in avanti per vincere e noi che proveremo a colpire in contropiede.

Oltre al Lentigione che squadra tifa?

«Sono un povero interista, perciò sono abituato a prendere quello che viene. Anche se il Triplete lo abbiamo vinto solo noi, se non sbaglio. —




 

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