La nuova Grissin Bon è sempre più Ledo-dipendente in fase offensiva
L’americano è il terzo miglior realizzatore della Lega Davanti a lui solo l’avellinese Green e il varesino Avramovic
REGGIO EMILIA
Stella solitaria.
Che la nuova Grissin Bon fosse imperniata sul talento superiore di Ricky Ledo era chiaro sin dall’estate, i numeri dell’avvio di campionato ora lo confermano pienamente. La guardia sta viaggiando a 24 punti di media (22 contro Sassari, 26 a Brescia), quasi 10 di media in più del secondo compagno di squadra. Butterfield si ferma a 14.5, Griffin ne garantisce 13 e Cervi 11. Dopo di loro, c’è un salto forte, a quota 5.5 ci sono De Vico ed Elonu.
I temi sono due. Da un lato, la “dipendenza” della Grissin Bon da Ledo, dall’altra la concentrazione di punti e tiri in poche mani, un bel cambio rispetto agli anni della responsabilità diffuse dell’epoca Menetti.
Non è una sorpresa perché la Grissin Bon ha un’identità precisa in questo senso, Ledo, Griffin e Butterfield sono stati ingaggiati proprio per tirare la carretta e trascinare il gruppo.
A loro si unisce un giocatore, Cervi, che quando sta bene fisicamente è un rebus difficile da risolvere per molte squadre, in una serie A in cui i centri puri sono pochissimi.
E gli altri due stranieri? Llompart non è qui per segnare ma per innescare i compagni, Elonu ha fatto vedere discreta pericolosità all’esordio prima di fermarsi per infortunio, e comunque è presto per valutarne l’impatto offensivo.
Un salto dovranno farlo soprattutto gli altri italiani: De Vico, Mussini e Gaspardo possono sfruttare gli spazi creati dalle tre punte americane per trovare cesti e occasioni, e da qui passa molta della crescita biancorossa. Un altro discorso delicato è quello della regia.
Llompart e Candi garantiscono rispettivamente lucidità e difesa a livello superiore, ma nessuno dei due è un attaccante puro e le difese avversarie spesso si adeguano, concentrando gli sforzi sugli altri.
Per ora i biancorossi si affidano alle giocate di Ledo, terzo realizzatore del torneo dopo Caleb Green e Avramovic. Un altro dato interessante è quello delle statistiche. Ledo ha già preso 39 tiri, 20 da due punti e 19 dall’arco. Da due punti viaggia con un ottimo 55.5%, unito al 90% ai liberi, mentre da fuori si ferma al 31.6% (6 su 19). Con una selezione più oculata, e ancora maggior aggressività nel pitturato, l’efficacia potrebbe aumentare ulteriormente, anche se va sottolineato come diverse triple le abbia dovute prendere in situazioni di emergenza.
Proprio Avramovic è l’unico paragone in termini di “dipendenza”. La guardia serba di Varese segna 24.5 punti di media, 10 in più del secondo compagno, e anche in questo caso la squadra va dove la porta la produzione della propria stella.
Diverso il discorso di Avellino. Green garantisce 27.5 di media, 12 più del secondo, ma i campani giocano ad alto ritmo e finora viaggiano a 93 punti a gara. L’impatto è diluito, senza contare che si parla di una delle regine del torneo, costruita per segnare tanto e cavalcare un finalizzatore di vaglia come Green.
D’altronde, la seconda punta avellinese è niente meno che il due volte campione Nba Norris Cole, destinato a diventare una delle stelle del torneo, e coach Vucinic può comunque contare sulla doppia cifra di media per cinque elementi.
Non ci sono ancora certezze sul possibile impiego di Elonu domani con Torino. Ieri il centro ha iniziato a lavorare parzialmente col gruppo. L’allenamento odierno servirà allo staff per le ultime valutazioni, e per decidere se rischiare il giocatore già domenica o se tenerlo ancora fermo per risolvere definitivamente il problema alla caviglia. —
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