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Altinier torna al gol e aspetta la Regia «Ma a Mike chiedo perché l’ha fatto»

Gian Marco Regnani
Altinier torna al gol e aspetta la Regia «Ma a Mike chiedo perché l’ha fatto»

Scontati i sei turni di squalifica per i fatti di Siena, domenica il Duca ha esordito e segnato con la maglia del Mantova

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L’urlo di gioia e la corsa di Cristian Altinier verso la curva dei tifosi granata a Siena dopo il gol segnato al 94’ sono gli ultimi ricordi felici legati alla stagione 2017/18 della Reggiana.

La dura reazione del “Duca” contro l’arbitro Perotti gli è costata 8 giornate di squalifica, poi ridotte a sei. Proprio domenica scorsa, scontate tutte le giornate di squalifica Altinier ha debuttato al “Martelli” con la maglia del Mantova.

E debutto migliore non poteva esserci per Altinier che ha ritrovato il pubblico di casa, segnando la rete decisiva a 2’ dal termine nello scontro al vertice con il Como.

«Mi è sembrato di vivere in un film - confessa Altinier -. con i giornalisti ho detto che dopo un ritorno del genere, 17 anni dopo l’ultimo gol in biancorosso sotto la stessa curva, potevo anche appendere le scarpe al chiodo».

Altinier, riavvolgiamo il nastro soltanto di qualche mese: l’incubo della partita dei granata a Siena, il saluto della squadra e dei Piazza al Mirabello: tutto sembrava fuorché un addio. Poi invece, il lungo calvario che ha portato all’esclusione dal campionato della Reggiana...

«All’inizio credevo che fosse una strategia per invogliare qualche imprenditore ad entrare in società, ma col passare dei giorni ho capito che la situazione era più seria del previsto e le speranze di sopravvivenza erano davvero ridotte al minimo. Siamo caduti tutti dalle nuvole, giocatori e dirigenti...».

Se avesse modo di incontrare i Piazza cosa direbbe loro?

«Vorrei tanto che il presidente mi spiegasse perché ha fatto sì che succedesse tutto questo. Ho ripensato spesso in questi mesi alla grigliata nella sua villa prima dei playoff con tutta la squadra: è stato un episodio che certamente non lasciava presagire nulla di quello che poi sarebbe accaduto».

E’ rimasto in contatto con i suoi ex compagni?

«Sento ancora Bovo, Cesarini, Napoli e Spanò al quale ho fatto i complimenti per il rientro in campo con doppietta. Il gruppo dello scorso anno era unito - sottolinea il Duca - si poteva sognare ancora in grande ma oramai è un capitolo chiuso e le nostre carriere hanno preso sentieri diversi».

Una stagione da incorniciare la sua con la maglia granata: 39 presenze condite da 13 reti. In pratica un gol ogni tre partite...

«Il gol segnato a Siena al 94’ non lo dimenticherò mai, assieme a quello siglato pochi giorni prima davanti ad oltre 9000 persone al Giglio sempre contro i toscani. Peccato che sia finito tutto nel peggiore dei modi».

Ora gioca a Mantova, la sua città, in un’altra piazza che spera di tornare presto nel calcio che conta...

«Reggio e Mantova si assomigliano molto. Nell’ultimo periodo l’ambiente qui si era un po’ raffreddato per colpa di varie vicissitudini societarie, ora però sta tornando l’entusiasmo».

Ha avuto modo di seguire la Reggio Audace?

«Ho visto che dopo un paio di battute d’arresto i granata sembrano essersi ripresi. Spero che la Reggiana possa dare vita ad un duello entusiasmante con il Modena e alla fine tornare dove merita».

Al suo posto oggi in granata c’è Zamparo che si sta dimostrando un cecchino: che suggerimenti gli può dare dall’altra sponda del Po?

«Gli consiglio di farsi trascinare dall’entusiasmo di una piazza importante come Reggio perché dà sempre una bella spinta, soprattutto nei momenti più difficili che prima o poi capitano a tutti gli attaccanti».

Ci rivedremo a maggio per la Poule Scudetto?

«Non diciamolo perché sono scaramantico però speriamo sia così. In bocca al lupo Regia!». —





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