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Basket, il ds Frosini: "La Grissin Bon ha bisogno di un trascinatore"

di Linda Pigozzi
Basket, il ds Frosini: "La Grissin Bon ha bisogno di un trascinatore"

Il ds reggiano: "Che sia Candi, Ledo, Elonu o Llompart ci serve un leader riconosciuto da tutti"

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REGGIO EMILIA. "Fiducia, testa bassa e lavorare". Snocciola la formula per uscire dalla situazione in cui la Grissin Bon sembra essersi impantanata dopo l’esordio vincente con Sassari al Bigi, il direttore sportivo Alessandro Frosini. Che, per primo, centra il punto.

«Stiamo ancora costruendo il gruppo. Ci tengo a dirlo. Ci tengo a dire che stiamo lavorando per avere un gruppo che la domenica produca dei risultati, cioè delle vittorie, ed è un processo che richiede del tempo», spiega.

La quadra. «Stiamo lavorando per trovare la quadra. Il nostro focus è sistemare questioni tecniche e di ruolo affinché le cose, in campo, vadano bene per diversi minuti in campo». La quadra, certo. Ma Lo spogliatoio è già rotto? «Lo smentisco. Domenica abbiamo registrato solo un paio di episodi di insofferenza in seguito a sostituzioni. Ci sono delle problematiche, questo sì. Ora siamo una squadra che non va completamente nella stessa direzione. Abbiamo ancora giocatori da scoprire e da capire, e loro devono capire cosa noi vogliamo da loro.

Abbiamo fatto un percorso difficoltoso in pre-campionato, poi c’è stato l’esordio positivo con Sassari e quindi le sconfitte a Brescia e in casa con Torino. Le sconfitte hanno instaurato delle insicurezze che avevamo colmato con Sassari. Con Torino a tratti abbiamo fatto una buona partita ma ci sono stati tanti errori difensivi: non possiamo prendere 98 punti in casa, di cui 50 già all’intervallo. In attacco la squadra sta trovando una propria dimensione offensiva, in difesa ancora non l’abbiamo. Ci manca qualcosa e dobbiamo trovarla con il lavoro settimanale».

«In questi due giorni - insiste - ho visto la squadra impegnarsi tanto. Dobbiamo trovare fiducia e lavorare a testa bassa pensando al match con Cantù».

Questione stranieri.  I problemi sono nei nuovi stranieri che ancora danno l’impressione di essersi integrati nei meccanismi? Ledo non pare essere propriamente un uomo-squadra... «La squadra ha bisogno del suo talento - chiarisce il ds -. Se analizziamo la partita con Torino, Ricky ha preso 14 tiri e tirato con il 50% dal campo, ma anche costruito qualcosa per i compagni».

Griffin?«Non ha reso come ci aspettavamo da lui, non lo nascondo, è stato carente nella fase difensiva e mi viene da pensare che con la Fiat sia incappato in una brutta serata. Contro Cantù non dovrà capitare».

La crescita degli italiani. E gli italiani? Da loro ci si aspetta un importante salto qualitativo in avanti.
«Molti dei nostri italiani rappresentano il futuro della nostra società e sono chiamati a dare il proprio contributo. La fiducia è sempre alta anche su tutti, anche su Mussini che deve avere pazienza e trovare il suo momento all’interno del campionato.

Purtroppo Gaspardo, una novità del team, fisicamente è ancora indietro. A causa dei problemi alla caviglia ha perso circa tre settimane di lavoro e ha bisogno di tempo. Mi auguro, però, che già domenica nella trasferta contro Cantù possa già darci qualcosa di più a livello di solidità».

Il leader. «Candi - prosegue il ds - deve diventare un giocatore sempre più importante. In difesa ha già un profilo di alto livello, ora deve lavorare anche sugli altri aspetti. Con Torino ha distribuito 12 assist e piano piano devono arrivare anche i punti. Lui leader? Potrebbe diventarlo. Come potrebbe esserlo Ledo o Llompart o Elonu, un giocatore che, purtroppo, non si è praticamente mai allenato con la squadra a causa dei problemi fisici».

«A questa squadra serve un trascinatore emotivo che sia riconosciuto tale anche dai compagni. La squadra è nuova, anche se non completamente, e deve trovare una propria identità difensiva».

Il coach. Nuovo è anche il coach Devis Cagnardi. Il club gli conferma la fiducia? «Devis ha talento nell’allenare e ha tante idee. In lui c’è piena fiducia da parte della società. Partire con un nuovo progetto non è mai semplice e, senza guardare a casa d’altri, possiamo comunque dire che non siamo i soli ad avere delle difficoltà. La realtà è che non possiamo pensare di avere tutto e subito e che dobbiamo avere la consapevolezza che è necessario lavorare molto sui nostri limiti».

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