Correggese-Bagnolese derby dei ricordi per Battigello
L’ex attaccante della Reggiana promessa ai tempi di Marchioro ha vestito entrambe le maglie «Ho il patentino da allenatore e se capita l’occasione...»
CORREGGIO
Da promessa della Reggiana ai tempi d’oro di Pippo Marchioro, ad autentico fuoriclasse del calcio dilettantistico. Max Battigello arrivò dalle montagne del Friuli per vestirsi di granata, poi andò in C1 con la Ternana e C2 con Centese ed Iperzola. Lasciati i professionisti iniziò a fare la differenza alla Bagnolese e poi alla Correggese, dove chiuse la carriera. E nelle vesti di doppio ex, accetta di introdurci al derby del Borelli. «Farò il tifo per entrambe - dice Battigello -. Il pronostico parla di una Correggese attrezzatissima per tornare subito in Serie D, ma la Bagnolese venderà cara le pelle».
Sfogli l’album dei ricordi, da dove vuole iniziare?
«Ovviamente, sono più legato alla Bagnolese. In rossoblù ho disputato più campionati, anche importanti. A Bagnolo ho fatto sia Eccellenza che Serie D, per tanti anni anche da capitano».
Quella della Correggese è stata l’ultima maglia che ha indossato.
«Eravamo in Promozione, ci salvammo ai play out».
C’è un derby che ricorda in modo particolare?
«Contro la Correggese ne ho giocati tanti con la maglia della Bagnolese, ma mai viceversa. Erano sempre molto sentiti, con parecchio pubblico. Ricordo con affetto quello del 2002-2003, quando vincemmo l’Eccellenza con mister Stefano Garuti. Segnai al Fratelli Campari su punizione, in porta nella Correggese c’era Colacicco. Finì 1-1, era il girone di ritorno».
Calcistiamente parlando, cosa fa ora Max Battigello?
«Ho fatto due anni con i ragazzini della Reggiana, ho smesso perché non mi divertivo. Ho preso il patentino da allenatore Uefa B. Tornerò a seguire delle partite e se capita un’occasione...».
E la sua Reggiana?
«Mio figlio è appassionato, siamo andati un paio di volte a vederla. Quando facevo la D c’era più qualità, ora i giovani faticano ad adattarsi alla categoria. Certi stadi galvanizzano, ma chi ha meno esperienza ne può risentire. La Reggiana è partita tardi, ha bisogno di tempo». —
LUCA CAVAZZONI
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