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«Nessuna scusa: anche se sarà durissima, la Grissin Bon deve vincere in casa di Cantù»

Adriano Arati
«Nessuna scusa: anche se sarà durissima, la Grissin Bon deve vincere in casa di Cantù»

Superati tutti i guai fisici, Raphael Gaspardo suona la carica in vista della trasferta di domenica pomeriggio a Desio

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REGGIO EMILIA. «Cantù è una squadra simile a Torino, con tanti giocatori bravi nell’uno contro uno. E noi dovremo essere più bravi in difesa, fare meglio rispetto all’ultima occasione».

Domenica 28 ottobre a Desio contro la sorprendente Cantù, Raphael Gaspardo sarà uno dei giocatori biancorossi chiamati al massimo sforzo difensivo: i lunghi statunitensi della formazione brianzola sono stati sino ad ora un rebus difficile da sciogliere per tutte le avversarie, con la loro capacità di giocare a cavallo fra i due ruoli sotto canestro.

Gaspardo arriva al match in buone condizioni, in netta ripresa dopo i tanti piccoli infortuni alla caviglia che l’hanno tenuto fuori gran parte del mese di settembre.

Fisicamente è a posto?

«Sì, sto bene. Per un giocatore che fa dell’atletismo patire tre “scavigliate” in poche settimane non è il massimo, proprio per questo ho lavorato molto fisicamente. Ed è già da una settimana che mi sento molto bene».

Con Cantù avrà da fare, contro lunghi duttili come Jefferson e Udonaoh?

«Ha lunghi atipici che danno molto fastidio con le loro caratteristiche così peculiari, non sarà un impegno facile».

Assomigliano a Torino, con cui avete perso?

«Per tanti versi sì, come Torino anche Cantù è una formazione con tanti giocatori bravi nell’uno contro uno, il focus dovrà essere ancora quello, e dovremo fare meglio rispetto a quanto fatto con Torino: contro i piemontesi abbiamo difeso male».

Attenzione alle loro individualità, quindi?

«Esatto, dovremo concentrarci sulle caratteristiche individuali dei singoli giocatori, hanno talento, sanno segnare in tanti modi diversi e dovremo fare molto attenzione prima di tutto a questo».

Voi avete un assetto più classico. Può essere anche un vantaggio?

«Certamente. Ci possono essere occasioni da sfruttare anche dal nostro punto di vista, sotto canestro. Abbiamo ruoli più definiti e sappiamo come cercare al meglio certi vantaggi, rispetto ad una squadra che ha ruoli misti, meno stabili».

Dovrete far bene su un campo caldo, oltretutto. Non il massimo, per ripartire dopo un ko interno, no?

«Non siamo al “quando piove grandina”, ma poteva anche capitarci un avversario più digeribile. Ma questo ci tocca e qui dobbiamo cercare di vincere, non ci sono scuse».

Siete reduci da due sconfitte, figlie però di partite abbastanza in equilibrio, in particolare quella con Brescia. Un periodo strano?

«È così, saremmo potuti essere con due vittorie o forse anche con tre, ma potremmo anche essere con tre sconfitte. La differenza alla fine della stagione l’avranno fatta gli episodi, è sempre così».

Che intende?

«Che nel conto finale ci sarà qualche vittoria in più o in meno per gli episodi, per una palla persa, per una forzatura che cambiano il risultato finale. Quindi prendiamo quel che abbiamo, dobbiamo cercare di vedere il lato positivo e di andare avanti, è scontato e banale ma è così».

Lei sinora viene usato dalla panchina per dare energia assieme al gruppo italiano.

«Io sto facendo del mio meglio per essere nelle condizioni di poter giocare il più possibile. Non posso discutere le scelte tecniche, posso solo dire che faccio del mio meglio per aiutare la squadra per il maggior tempo possibile».

Le occasioni non mancheranno, visto il calendario complesso. Che ne pensa?

«Devo dire che da quando gioco in serie A questo è sicuramente il campionato più equilibrato che io abbia visto. Non ci sono squadre cuscinetto, o quasi».

La vede così dura?

«Ogni domenica è una lotta per i due punti, anche le squadre sinora apparse più indietro sono pericolose. Trento ad esempio è partita piano, ma sono sicuro diventerà una squadra dura da affrontare». —




 

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