Nella tana di Cantù la Grissin Bon obbligata a reagire
Alle 17 i biancorossi impegnati nella dura trasferta a Desio Il coach Cagnardi chiarisce le voci sugli screzi di spogliatoio
reggio emilia
C’era da far svanire un’ombra prima di avventurarsi nella tana della Red October Cantù (si gioca alle 17 di oggi al pala Desio). L’ombra lunga di agitazioni intestine al team, emerse piuttosto chiaramente domenica sera dopo il ko al Bigi con Torino.
Alla vigilia della trasferta in Lombardia, il coach Devis Cagnardi prende parola e, tornando sull’argomento, prova a scacciare i fantasmi partendo da una battuta.
«Scusatemi - dice, accennando un sorriso - qui non siamo a catechismo. Se perdi in casa subendo 98 punti e non hai alcuna ripercussione dal punto di vista psicologico è cosa grave. È chiaro che dopo Torino c’è stata una reazione nervosa. Fra i ragazzi c’è stato un confronto che però non è mai degenerato. È stato un confronto fra professionisti che si sono detti “adesso bisogna fare qualcosa in più”. In campo nessuno mi ha mai mandato... (il tecnico usa un termine colorito, ndr). C’è stato un alterco con Griffin su una questione tattica, nello specifico su una sostituzione per un suo errore. Se avesse recepito le direttive, probabilmente quel tipo di errore non l’avrebbe fatto. Ledo, poi, a un certo punto si è innervosito per come stava andando la partita: è il suo punto debole e se lo supererà diventerà un giocatore di altissimo livello. Per quanto riguarda gli altri, sono state cose di gioco. Ai ragazzi abbiamo spiegato che certi comportamenti vanno solo a ledere la squadra, perché se io penso di dover stare in campo e l’allenatore mi toglie, manco di rispetto soprattutto a chi deve entrare».
«Queste cose - insiste - fanno però parte dei processi di crescita, del non saper gestire i momenti di difficoltà. Se fossimo alla 13ª di campionato sarebbe preoccupante, ma siamo alla 4ª e ora è un campanello d’allarme».
Chiariti i punti oscuri su cui i tifosi si sono scatenati sui social in settimana, ci si concentra sulla durissima sfida a Desio.
Affrontare Cantù non è una passeggiata. Cantù, paragonabile e paragonata a oltranza dagli addetti ai lavori, alla Torino che ha fatto malissimo ai biancorossi al Bigi. Facendo valere muscoli e talento, la Fiat aveva fatto saltare i tatticismi studiati dal tecnico biancorosso. Succederà anche oggi?
«È chiaro che l’esperienza insegna - spiega Cagnardi -. Cantù una squadra che gioca con ritmo alto, che corre, che gioca uno contro uno. Noi, a un’avversaria cosa possiamo opporre armi che ci permettono di restare nella partita, soprattutto se troveremo continuità nei 40’. La partita sarà difficilissima ma non vedo perché non dovremo andare là e provare a vincerla».
Negli americani fortissimi è il punto di forza della Red October. Ne è ben cosciente il coach della Grissin Bon.
«C’è un realizzatore molto importante come Gaines che sta avendo delle percentuali realizzative eccellenti e parliamo di un giocatore che si sta prendendo qualcosa come dieci tiri da tre a partita. Mitchell ha un grandissimo talento offensivo. Blakes sa attaccare il ferro con molta efficacia. Cantù ha poi un reparto lunghi molto atipico con Jefferson che in teoria è il loro numero 4 ma è molto interno e Udanoh, piuttosto basso per il ruolo di 5 ma che sa spaziarsi molto bene», dice.
Contro questa Cantù, la Grissin Bon dovrà tenere la guardia altissima e provare a limitare al massimo i cali di tensione difensiva.
Ci sarà Elonu oggi in campo, seppure non al top causa il solito problema a una caviglia. Il centro già giovedì s’era riaggregato al gruppo. Ieri ha svolto la rifinitura con la squadra che stamattina potrà sistemare le ultimissime cose nell’allenamento sulle tavole del pala Desio. —
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