«Siamo una squadra fisica che gioca sempre con il cuore»
l’intervistaRiccardo bellelliAncora una volta la Red October Cantù ha puntato sulla guida russa con Evgeny Pashutin che ha portato la sua filosofia di gioco in Lombardia e sta cercando di plasmare un...
l’intervista
Riccardo bellelli
Ancora una volta la Red October Cantù ha puntato sulla guida russa con Evgeny Pashutin che ha portato la sua filosofia di gioco in Lombardia e sta cercando di plasmare un roster piuttosto rinnovato in estate: «Penso che siamo una buona squadra, che è cresciuta con il passare del tempo ma che ha ancora molto da fare. Siamo andati meglio in difesa e a rimbalzo, questo è già un buon inizio. Conoscendoci meglio potremo migliorare anche altri aspetti».
Che tipo di basket gioca la sua squadra?
«Siamo una squadra fisica che gioca duramente e con il cuore».
Dopo la gara di Cremona ha sottolineato che il dominio a rimbalzo è fondamentale per vincere. Come vede i suoi contro i lunghi della Grissin Bon nella battaglia in area?
«Dobbiamo continuare sulla falsariga di Cremona dove abbiamo dimostrato di saperci aiutare a vicenda, di essere disposti a sacrificarci per il compagno. Contro Reggio non sarà facile perché è una squadra fisica con dei lunghi di taglia importante. Noi però con Udanoh, Davis, Quaglia e Jefferson non siamo da meno».
Che partita si aspetta?
«Sarà una partita molto dura, dovremo limitare i contropiedi reggiani visto che sono molto veloci. Guai a lasciarsi sorprendere. Ledo è il giocatore che controlla il ritmo del gioco mentre Butterfield è una guardia veloce e dotata di un gran tiro. Questi sono i principali uomini da controllare senza ovviamente sottovalutare gli altri».
Cagnardi parlando di Torino ha detto che è stato messo in difficoltà dalla fisicità degli avversari e che Cantù ha la stessa qualità. Pensa anche lei che possa essere un punto a vostro favore?
«Non mi piace parlare prima delle partite di chi è meglio o peggio, sarà il campo a parlare. Direi che in serie A tutte le squadre sono fisicamente forti e difficili da affrontare».
Come le sembra il campionato italiano?
«Molto difficile e molto competitivo. Tutte le squadre amano correre e giocare un basket veloce, con un ritmo alto. È importante scendere sempre in campo per dare il 100%, senza sottovalutare nessuno». —
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