«Reggiana senza agonismo, gioca come in allenamento»
Per Ivano Vacondio, che domenica era a Pavia, manca prima di tutto entusiasmo «Troppe pressioni? Questa squadra ha il potenziale per vincere il campionato»
«Alla Reggiana non mancano i giocatori ma il furore agonistico, una certa esuberanza, non solo fisica ma anche mentale. A Pavia sembrava la partita del giovedì, non quella della domenica». Ivano Vacondio, per anni allenatore di serie D ed Eccellenza, non fa giri di parole per spiegare quello che non va nella Reggiana. Domenica l’imprenditore, che tra l’altro è sponsor della nuova società, era in tribuna a Pavia e ha assistito al ko della squadra di Mauro Antonioli.
Vacondio, che problemi ha questa squadra?
«Ho visto una brutta partita. La Reggiana avrà pur fatto la gara ma questo è un campionato molto agonistico, dove è difficile giocare ordinati e dove invece è fondamentale prendere le seconde palle, ed è proprio lì che ci sono i problemi».
Un passo indietro rispetto alla vittoria con il Lentigione?
«Guardi, tra Fiorenzuola, Lentigione e Pavia ho visto brutte prestazioni. I commenti invece spesso sono figli del risultato. Mi sembra che ci sia qualche problema. Manca l’entusiasmo, vedo fraseggio, ma solo orizzontale. Non è un problema di volontà ma di testa, di ambiente».
Forse si è sopravvalutato il valore della squadra a inizio stagione?
«Il gruppo dirigente ha fatto miracoli. Qui c’è un potenziale enorme, che però non si traduce in risultati alla domenica. Quando hai Narduzzo, Spanò Rozzio, Staiti, Zampagna, come fai a dire che non devi vincere il campionato?».
La squadra però è stata fatta in corsa, qualche tassello manca.
«Perché il Pavia è una squadra completa? E le altre che la Reggiana ha affrontato?».
Mister Vacondio cosa farebbe? Qualche tifoso mette in discussione l’allenatore, ha senso dopo sette giornate?
«Non ho opzioni in tasca. osservo da fuori, per mettere mano ai problemi bisognerebbe essere dentro. Non vorrei passare per saccente. Queste situazioni da allenatore le ho vissute, troppo comodo dare la colpa al mister. Mi limito a dire che ci sono dei problemi alla luce del sole, poi non so le soluzioni».
Ci sarà un giocatore però che crede debba essere impiegato di più.
«Osuji in questa categoria credo sia un elemento imprescindibile perché arriva prima sulle palle vaganti».
C’è chi pensa che il problema siano i giovani, scelti all’ultimo momento quando i migliori erano già stati presi.
«Non penso che sia questo il problema. Cigagna e Masini, ad esempio, sono bravissimi, semmai sono mancati i senatori. Con i giovani bisogna fare una graduatoria, decidere a chi si vuole dare fiducia e poi farli giocare e crescere».
Dopo il ko di Pavia l’ambiente intorno alla squadra è depresso. Troppa pressione intorno alla reggiana?
«Non scherziamo, le pressioni devono essere la forza. Questa squadra è forte. Ha visto la differenza fisica con quelli del Pavia? e del San Marino?».
Sarà d’accordo che il Modena però è superiore. Se non altro per le risorse messe in campo.
«Le prime quattro partite il Modena non ha brillato ma ha fatto risultato. La Reggiana per me nelle prime quattro ha giocato meglio ma non ha fatto punti. Questa è la differenza, loro hanno preso fiducia».
Con il Pavia cosa avrebbe fatto per rendere la squadra più pericolosa?
«La Reggiana era più forte nel gioco aereo, loro di testa non ne prendevano una. Bisognava giocare con un po’ di palle alte, invece a Zamparo non ne è arrivata una. Non bisogna pensare troppo all’estetica».
Domenica arriva il Carpaneto a Reggio.
«Squadra scomoda. Con la Folgore Rubiera ci siamo contesi la promozione in D fino alla fine. È una società ambiziosa. In avanti sono pericolosi. Dopo Crema e Pergolettese sono l’avversario più temibile».
Ci dica la sua ricetta per voltare pagina.
«Una situazione così non si risolve con una mossa. Qua bisogna innescate un cambiamento, accendere una miccia. Tocca ad altri capire come». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
