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Il dg Filippo Barozzi «Piena fiducia a staff e giocatori della Grissin Bon»

Linda Pigozzi
Il dg Filippo Barozzi «Piena fiducia a staff e giocatori della Grissin Bon»

La terza sconfitta consecutiva non porterà cambiamenti «Dobbiamo crescere insieme, lo faremo con il lavoro»

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REGGIO EMILIA

«Piena fiducia a staff e giocatori». Il dg della Pallacanestro Reggiana il giorno dopo i 101 punti rifilati alla Grissin Bon dalla Red October Cantù non preannuncia scossoni in squadra. Anzi...

Dopo Torino la rotta non è cambiata e la a difesa resta un grave problema.

«Dobbiamo avere la consapevolezza che questa non sarà mai una squadra che concede 60 punti agli avversari. Dobbiamo abituarci a una squadra che gioca a ritmi alti e gestisce tanti possessi. Poi è chiaro che se fai fare 100 punti agli avversari, non vinci. Ne siamo consapevoli e su questo lavoriamo tanto ».

Al termine della sfida con Cantù ci sono stati momenti di tensione?

«Ho visto tanta amarezza. Nei volti dei giocatori ho letto la delusione per non essere riusciti a convertire il grande lavoro che era stato fatto in settimana in un risultato positivo. Sicuramente non siamo ancora pronti a vincere questo tipo di gare, ma un netto miglioramento rispetto alla sconfitta con Torino c’è stato».

Identico concetto, quest’ultimo, espresso dal tecnico Cagnardi a fine gara. Su di lui c’è ancora fiducia?

«C’è fiducia piena fiducia nello staff. Devis sta facendo un buon lavoro. Di sicuro non l’ha aiutato un pre-campionato in cui si sono create situazioni di disomogeneità che hanno causato problemi».

E sui giocatori? Fiducia ancora in tutti?

«Sì. Su di loro come sullo staff. Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che dobbiamo crescere e migliorare. Abbiamo iniziato la stagione con una vittoria, cui sono seguite tre sconfitte ed è ovvio che non possiamo essere soddisfatti».

Il ruolo di quattro è quello in cui siete parsi più fragili.

«È sotto gli occhi di tutti che Griffin non abbia avuto l’inizio di stagione che ci aspettavamo da lui. Però, rispetto alla gara con Torino, contro Cantù è andato meglio. Ha grandi qualità ma deve riuscire a esprimerle al meglio. Stiamo lavorando a livello tecnico e umano per aiutarlo a trovare quella continuità che finora gli è mancata. Gaspardo? Credo che dovremo aspettare ancora un po’ prima di vedere il vero Gaspardo, anche se ora fisicamente sta bene. Ha bisogno di trovare una partita in cui si sblocchi e prenda fiducia. Noi su di lui ne abbiamo tanta».

Ledo viene accusato di grande egoismo dai tifosi. È d’accordo?

«Eccessivo criticare un giocatore che ha fatto 41 punti in una partita, di cui 18 in un solo quarto. Ricky con Cantù ha giocato un terzo quarto di altissimo livello. Se si è preso 30 tiri, di cui 17 da tre, non l’ha fatto per egoismo ma perché ha avuto la personalità o la presunzione di potersi prendere la squadra sulla spalle. È un giocatore che ha molto a cuore le sorti della squadra e lo dimostrano anche i 7 assist».

Farete il punto della situazione con la proprietà e la dirigenza?

«Sentiamo Landi, la presidente Ferrarini e il vice Paterlini costantemente. Sentiamo il loro appoggio e il loro coinvolgimento ogni settimana. Con Frosini e Cagnardi il dialogo è costante. Sappiamo che c’è tanto da lavorare e siamo convinti che le chiavi siano due: il lavoro quotidiano sul campo e la compattezza e la solidità nei momenti di difficoltà. Dobbiamo crescere insieme. In questo momento, più di tutto, ci manca una vittoria che ci dia fiducia e che ci consenta di poter migliorare la classifica».

La gara interna con Varese potrebbe rappresentare l’occasione buona?

«Sì. Vogliamo vincere per noi stessi, per la classifica e per dimostrare ai nostri tifosi che non siamo la squadra vista con Torino. Si giocherà a mezzogiorno, speriamo in un coinvolgimento importante del pubblico». —





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