Ale Spanò ci crede ancora: «Il campionato è aperto»
Il difensore prova a lanciare messaggi ottimistici a tutto l’ambiente granata: «Se non hai voglia di reagire devi cambiare sport»
REGGIO EMILIA. Parole da leader, che difende il gruppo e suona la carica in vista della sfida contro la Virtus Carpaneto: «Siamo uniti e consapevoli di quelli che sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere». Ale Spanò, il capitano della Reggio Audace vuole sfogare tutta la rabbia accumulata dopo il ko a Pavia.
La squadra è pronta?
«Abbiamo commesso degli errori e stiamo lavorando per ridurli al minimo».
Che errori avete commesso?
«Abbiamo fatto fatica dalla tre quarti in avanti, poi sul primo gol del Pavia io stesso ho commesso degli errori e avremmo potuto evitarlo».
Sono diverse settimane che la squadra fa fatica a segnare.
«I numeri dicono questo (1 gol in 3 partite) però abbiamo subito pochi gol».
Come si trova nella difesa a tre?
«L’avevo già fatta a Reggio con mister Colombo e mi ero trovato bene. Però è l’interpretazione dei giocatori in campo a fare la differenza».
Mister Mauro Antonioli è criticato da alcuni tifosi.
«È una persona con cui si può sempre avere un confronto. Deve sempre tenere conto delle regole sugli under ed essere partiti in ritardo ci costringe a dover provare adesso certe cose».
Come vivete nello spogliatoio il primo tentativo di fuga del Modena?
«Sappiamo che per raggiungere il nostro obiettivo dobbiamo vincere sempre. Pensare agli altri vorrebbe dire commettere un errore. Il campionato è aperto, se pensassimo il contrario avremmo una mentalità perdente».
In trasferta però la squadra fa più fatica?
«Cambiano i riferimenti del campo però dobbiamo acquisire una mentalità vincente che vuol dire ottenere il successo sia in casa sia in trasferta. E su questo dobbiamo fare un passo in avanti».
È d’accordo con il presidente Quintavalli che è una questione di “attributi”?
«Sono d’accordo fino a un certo punto. Quando non si vince sarebbe troppo facile dare la colpa solo al carattere e all’atteggiamento. Lavoriamo sempre al massimo e ridurre il tutto a una sola questione di carattere sarebbe solo un pour parler».
Domenica si gioca in casa, ha visto negli occhi di qualcuno la paura di qualche contestazione?
«Dopo una sconfitta il primo pensiero deve essere quello di voler vincere per se stessi, per la squadra e per l’ambiente. La voglia di reagire in questo sport deve essere naturale, se non la si ha bisogna cambiare sport». —
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