Ledo: "Voglio portare la Grissin Bon ai playoff"
Il bomber si autoincorona leader della formazione biancorossa
REGGIO EMILIA. Serviva un leader alla Grissin Bon e lui, Ricky Ledo, 26enne di Providence con passaggi nei Mavs e comparsate nei Knicks, ha risposto presente, mettendo 41 punti nella trasferta in casa di Cantù. E non è neppure l’high della carriera. «È la quarta o la quinta volta che supero quota 40 punti - spiega -. Prima mi era capitato in Turchia e in NBA G-League».
Il ruolo di leader se l’è preso volontariamente o ne è stato investito dallo staff o dai compagni?
«In realtà è stato un mix di tutto questo. Io non sono mai sfuggito alle responsabilità. La squadra mi ha messo nelle condizioni di farlo, mi ha dato la palla e mi ha messo in ritmo e, non da ultimo, lo staff tecnico mi ha dato la giusta fiducia».
Nonostante i suoi canestri, la vittoria però non è arrivata. Cosa vi è mancato?
«C’è stato un aspetto che ha accomunato tutte le sconfitte: siamo sempre stati in partita. Sia a Brescia sia con Cantù eravamo anche avanti all’inizio dell’ultimo quarto. È chiaro che ci sono aspetti difensivi da correggere, dobbiamo ancora capire come sfruttare il fatto di essere davanti a 10’ dalla fine. Ci manca poco ma dobbiamo fare anche l’ultimo step».
Lo sforzo dovrà essere mentale più che tecnico?
«Le nostre sono state tutte sconfitte di misura, abbiamo dimostrato di poter giocare alla pari con tutti. Non è una questione di talento, quello non ci manca. L’ultimo passo che dobbiamo compiere è a livello mentale. Il gioco che abbiamo espresso tanto a Brescia quanto domenica contro Cantù ci ha permesso anche di andare sopra di alcuni punti. Dobbiamo essere forti mentalmente fino al punto di chiudere le partite con una vittoria».
Domenica in casa con Varese ne avrete la possibilità.
«Non dobbiamo stravolgere il modo in cui prepariamo la partita, ma migliorare l’amalgama di squadra. Siamo consapevoli che ci aspetta una gara che dobbiamo vincere, anche per rimanere agganciati alle squadre che sono a metà classifica. La ricetta per vincere è sempre quella: lavorare duro, stare insieme ai compagni e insieme cercare di migliorare».
Il suo nome è sulla bocca di tutti e in tanti già la considerano fra i migliori del campionato. Era questo l’obiettivo che s’era posto in estate?
«Non è una sorpresa il mio rendimento. So di essere uno dei giocatori più forti del campionato italiano. L’anno scorso è stato un anno difficile perché mi sono successe tante cose negative, ma so ciò che valgo e qui il mio unico obiettivo è di portare il team ai playoff».
Risultato possibile, calcolando l’inizio difficile e il valore delle avversarie?
«Il livello è alto ma non abbiamo mai fatto delle sconfitte inopinate. Siamo stati davanti con tutti. Come ho detto, ci manca la continuità per reggere quel livello per tutti i 40’».
Che impressione ha avuto di Reggio e dei tifosi?
«Ho avuto un ottimo impatto con i tifosi. Reggio è una piccola città in cui mi sto trovando bene. Ho trovato un gran feeling con il cibo e in alcuni ristoranti sono già di casa».
Anche questo l’accomuna a un americano che in maglia Pallacanestro Reggiana ha fatto più volte 40 punti: Mike Mitchell. È uno dei suoi modelli?
«Non conoscevo Mitchell ma mi hanno raccontato chi era e cosa era per Reggio. Naturalmente mi fa piacere essere accostato a lui nella statistica dei migliori marcatori della società».
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