Solida in difesa e ruvida, al Bigi arriva Varese
Per la Grissin Bon che deve rilanciarsi un cliente decisamente scomodo: i lombardi subiscono poco e sono molto fisici
REGGIO EMILIA
Una squadra fisica, compatta, che fa giocar male le rivali e sa imporre la propria forza anche con le cattive. La Openjobmetis Varese prossima rivale della Grissin Bon è per molti versi lo specchio rovesciato dei biancorossi.
La formazione assemblata da coach Caja ha il terz’ultimo attacco ma la seconda difesa, è costruita su giocatori esperti e massicci. Una formula in controtendenza in questa serie A di sparatorie ma comunque efficace. Sinora Varese ha un buon cammino, in cui ha sfruttato al meglio il fattore campo, con 3 vittorie nelle 3 gare casalinghe contro Brescia, Trento e Trieste. L’unica sconfitta è arrivata a Sassari al termine di un match spigoloso. Il calendario ha aiutato, offrendo rivali non al massimo della forma, ma Varese sinora ha mostrato concretezza e lucidità nel chiudere sempre i conti approfittando delle debolezze altrui. L’opposto di quanto fatto finora da Reggio, capace di produrre tanto in attacco, di mostrare buoni sprazzi ma sempre fatalmente inciampata in collassi fatali: nelle 3 sconfitte, un momento di calo brusco in difesa ha condannato la formazione di Cagnardi a 3 insuccessi, anche quando (vedi Brescia) avrebbe meritato di meglio. Per la traballante Grissin Bon di questo periodo Varese sarà quindi un ottimo banco di prova per verificare la propria crescita.
I lombardi non molleranno un centimetro e metteranno in campo intensità, muscoli e pressione difensiva, i biancorossi sono quindi chiamati a una gara ad alta intensità. Il pubblico amico può aiutare, questo sarà probabilmente un match con tanti autoscontri, e la giovane Reggio dovrà dimostrare di saper reggere contro i veterani di Caja. Far bene a rimbalzo, sinora grande cruccio Grissin Bon, sarà fondamentale.
L’Openjobmetis sinora segna solo 78 punti, ha a propria volta dei momenti di secca offensiva, ma in compenso ne lascia solo 75.5, seconda miglior difesa, efficace sia nella protezione del ferro che nelle coperture sul perimetro. D’altronde si parla di un gruppo di grande esperienza, rimodellato sull’eccellente seconda parte di stagione scorsa. Partita la stella Okoye, Caja ha puntato sull’usato sicuro. Tutti gli stranieri hanno già esperienze italiane, e anche fra gli italiani da rotazione non vi sono debuttanti. Il perno difensivo rimane il centro Cain, non esplosivo ma tosto, intelligente, bravo a leggere le situazioni. In attacco le chiavi sono in mano a Ronald Moore, play tascabile che conosce la serie A. Tira poco, forse, ma governa al meglio i ritmi. La punta offensiva è il serbo Avramovic, in crescita esponenziale e ora in orbita Nazionale. Grintoso, dinamico, è aggressivo e trova il cesto in tanti modi. Il collante è Scrubb, ala piccola ex Avellino, atletismo, difesa e tiro al servizio della squadra. Il più opaco sinora è Archie, 4 statunitense sinora poco integrato. Dalla panchina, oltre all’argentino Bertone, escono un play promettente come Tambone, un lungo con punti nelle mani e voglia di riscatto come Iannuzzi e capitano Ferrero, sempre più efficace con il suo tiro mancino e il suo fisico. Un buon gruppo, senza stelle assolute con la parziale eccezione di Avramovic, ma pericoloso. —
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