Tensioni nella Reggiana La replica di Quintavalli «Già spesi due milioni»
Il presidente derubrica le dichiarazioni del vice «a sfogo emozionale» «Squadra fatta dall’area tecnica, non sempre con l’accordo del mister»
«Uno sfogo emozionale nella situazione non corretta e nella sede non opportuna». Il presidente della Reggiana Luca Quintavalli, derubrica così le dichiarazioni del vice Marco Arturo Romano dopo la partita con la Vigor Carpaneto. Il patron di Olmedo, affiancato dall’ad granata Mauro Carretti, ha dovuto dare sfoggio di tutta la diplomazia che possiede per ricucire lo strappo consumatosi in diretta tv e al tempo stesso replicare ai rilievi che sono stati sollevati dall’ingegnere nel corso del suo «soliloquio».
Ai soci reggiani non piace il fatto che sia passato il messaggio che Romano spinge per investire e loro no. Ma non vogliono nemmeno che si pensi che la sostenibilità economica sia un optional, perché, ha detto Quintavalli, «dobbiamo prima di tutto ricordare da dove veniamo». Cioè dai fasti di due stagioni iniziate con grandi obiettivi e finite con la non iscrizione al campionato di C. Pertanto «Quintavalli sarà sempre garante dell’equilibrio e della sostenibilità finanziaria, senza rinunciare alle ambizioni che la società nutre». E a chi dovesse pensare che la Reggio Audace tira a risparmiare Carretti ricorda che il budget è già superiore ai due milioni, «secondo soltanto a quello del Modena» e nel frattempo sono stati già deliberati «tre extra-budget per potenziare la squadra». Per fortuna l’area commerciale lavora a pieno ritmo e ha già quasi raggiunto l’obiettivo che si era prefissato. Si dice un milione di euro.
Relativamente alla squadra e ai suoi valori tecnici i soci reggiani ricordano che l’area tecnica è gestita da «Romano, Tito Corsi, il ds Marco Lancetti e il consulente di mercato Claudio Capuzzo», quest’ultimo ora approdato al Treviso. «I 28 giocatori in rosa sono stati scelti dall’area tecnica - dice il presidente - in piena autonomia, utilizzando l’intero capitale messo a disposizione, più ulteriori sforzi in fase di conclusione di mercato». Anche qui si parla di un milione di euro.
Quintavalli ha sottolineato due criticità. La prima è che nella fretta di allestire la squadra «non tutti i giocatori sono stati concordati con il mister». Inoltre tra i componenti dell’area tecnica il solo Lancetti vive a Reggio e dunque la squadra non ha sempre punti di riferimento.
Romano ha detto che «non si può ragionare soltanto in termini di budget e social network». A queste parole Quintavalli ha replicato dicendo «che questa è una società hi-tech», un riferimento al fatto che la Reggio Audace ha sede nel Polo Digitale, e ha rivendicato l’importanza della comunicazione, «importante quanto i giocatori».
E sul fatto che dopo Pavia non ci sarebbe stata reazione, «posso dire che è stata la settimana più intensa da quando siamo nati - ha assicurato Quintavalli - anche se chi non è Reggio questo non lo sa».
Uno dei temi che hanno creato attrito in società è quello delle deleghe. Romano non ha gradito che sul sito dell’Audace fossero state ufficializzate delle posizioni prima che il cda le avesse deliberate (e sono state rapidamente tolte). In proposito Quintavalli ha voluto «ringraziare pubblicamente Rocco Russo», «per quello che ha fatto, nel rispetto sempre del suo ruolo». Nel prossimo cda, in programma il 12 novembre, le posizioni di Russo, che i reggiani vogliono come direttore generale, ed altri saranno ufficializzate (Giuseppe Fico avrà la delega al settore giovanile e Cristian Giaroni al settore commerciale).
Mauro Carretti ha parlato di numeri «perché non rispettare il budget non porta a risultati e un budget da due milioni non è di poco conto». L’ad ha sottolineato con orgoglio che la società, intorno alla quale ruotano 300 persone, non è in perdita e che gli obiettivi commerciali sono stati raggiunti, «grazie allo stretto rapporto con il territorio». Ma oltre alla prima squadra la Reggio Audace si vanta del settore giovanile (senza il quale «il calcio a Reggio non può esistere»), composto da otto squadre, «che in serie D non ha nessuno».
Dunque, i soci reggiani «sanno benissimo cosa vogliono fare», ha concluso il presidente granata, che assicura che con Romano «c’è pieno accordo e con il quale il confronto non è mai venuto meno». L’obiettivo resta dunque «creare le condizioni per la promozione in serie C». —
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