Le cento volte al top in Italia del poliziotto Andrea Balsemin
La seconda linea del Valorugby alla centesima gara nel massimo campionato «A 8 anni ho seguito le orme di mio padre Adriano, l’esordio a Parma a 18 anni»
reggio emilia
Ha soltanto 27 anni. Ma sabato scorso alla Canalina, contro il Verona ha disputato la sua 100ª partita nel massimo campionato nazionale di rugby.
Se non è un record quello di Andrea Balsemin, poco ci manca.
La seconda linea del Valorugby Emilia è ormai un reggiano a tutti gli effetti.
Nonostante sia nato a Bentivoglio, in provincia di Bologna, infatti, quella in corso è la sua quarta stagione con i Diavoli. Beniamino dei tifosi (che sabato gli hanno dedicato uno striscione per le sue 100 partite), Balsemin si sdoppia tra il campo di rugby e la Questura di Reggio Emilia, dove lavora come agente di Polizia.
«Raggiungere le cento presenze a 27 anni è sicuramente un bel traguardo - conferma Balsemin -. Considerato che il nostro campionato non ha poi tante partite, posso dire che è anche sintomo di una certa continuità di rendimento che ho garantito in questi anni alle squadre in cui ho giocato. Personalmente non lo vivo come un punto di arrivo, ma di partenza, o di rilancio visto il nuovo ruolo che mi ha assegnato in campo coach Manghi: voglio giocare altre cento partite».
Possibilmente con la maglia del Valorugby.
«Io ho sposato il progetto di questa società, e spero davvero di rimanerci per il resto della mia carriera. Il nuovo presidente ha portato grande carica ed entusiasmo, e se ha promesso lo scudetto entro tre anni, io vorrò fare parte di questo gruppo. Reggio è la mia seconda città, ormai. Anzi, la prima città, visto che ho appena comprato casa qui con la mia compagna», spiega.
La sua prima palla ovale, Balsemin l’ha trovata in casa.
«Mio padre Adriano è stato giocatore per tanti anni ed ora presiede la squadra di Pieve di Cento, dove ho mosso i primi passi all’età di 8 anni. Dopo sono passato al Parma con cui a 18 anni ho esordito nel massimo campionato. Dopo una prima esperienza a Reggio di un anno, sono stato alle Fiamme Oro per cinque stagioni prima di fare ritorno qui con i Diavoli».
Le Fiamme Oro, perché Balsemin è anche un poliziotto.
«In squadra siamo tre poliziotti: io, Amenta e Favaro. Credo sia un privilegio poter conciliare il lavoro, al servizio della comunità, con la passione di una vita. Oltretutto da un anno a questa parte, grazie alla disponibilità della società, ho ripreso gli studi di Scienze politiche all’università», racconta.
Tempo libero ne rimane poco.
«Confesso di essere un appassionato di videogames, soprattutto quelli calcistici. Sono tifosissimo della Roma e Totti è uno dei miei idoli in ambito sportivo. Anche alla consolle». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
