Gazzetta di Reggio

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L’iniziativa di Istoreco nell’ambito delle celebrazioni per i 100 anni della Regia 

Un secolo di football e una passione che qui resiste a tutto

Un secolo di football e una passione che qui resiste a tutto

il convegno Un passato ricco e importante per la storia reggiana da celebrare degnamente in vista del futuro. Si è parlato di un secolo abbondante di calcio reggiano giovedì sera nella biblioteca...

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il convegno

Un passato ricco e importante per la storia reggiana da celebrare degnamente in vista del futuro. Si è parlato di un secolo abbondante di calcio reggiano giovedì sera nella biblioteca Borghi di Istoreco, in occasione della presentazione del libro di Alessandro Bassi “Il football italiano alla Grande Guerra 1915-18”.

All’incontro condotto da Adriano Arati hanno preso parte Alessandro Spanò, uno dei capitani della Reggio Audace, e l’Ad della società granata Mauro Carretti; il dirigente, nel ricordare che nel 2019 arriva il centesimo anniversario della Ac Reggiana, ha annunciato la volontà di festeggiare l’anniversario con una serie di iniziative che «coinvolgano il mondo dell’arte, della fotografia, della cultura». La storia del calcio a Reggio è ancora più lunga, come spiegato da Bassi dopo aver illustrato il suo volume, incentrato sulla situazione del calcio nel periodo della guerra. La prima partita cittadina risale al 1909, una sfida fra società ginniche in via Guasco, nella palestra poi sostituita negli anni ’70 dall’attuale palazzetto dello sport. Nel 1912 arrivano le prime società consolidate, «formate da ragazzini che si mettevano insieme per passione, prima di tutto», i primi tornei di livello internazionale e i primi derby, divisi fra i prati del futuro Mirabello e la Badia, in viale Risorgimento. Si arriva quindi al 1919, alla Associazione Reggiana di Calcio voluta da Severino Taddei, poi diventata Ac Reggiana e sopravvissuta sino al 2018. Una storia che si intreccia con quella della città e dei suoi cambiamenti, «una storia che anche da fuori si percepisce e che quando si arriva qui si impara subito a conoscere, si capisce quanto sia importante per tantissime persone», come sottolineato da Spanò. Il difensore ha parlato della sua visione del calcio, una passione che unisce generazioni e persone diverse nel nostro Paese: «Si inizia sempre per passione del gioco, a volte non c’è nemmeno bisogno del pallone, basta davvero qualcosa da tirare in una porta improvvisata, come facevamo a scuola. A Reggio questa passione la respiri». Ora si pensa al futuro. Carretti ha appunto annunciato la voglia di celebrare a dovere il centenario, a cui Bassi intende dedicare il proprio prossimo lavoro.

Ed Istoreco punta a incentrare sulla storia del calcio granata una delle prossime “stanze” di Livello ), il museo virtuale dei luoghi del ‘900 reggiano. —



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