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i biancorossi fra luci e ombre 

Griffin corpo avulso nel sistema di gioco della Grissin Bon

Adriano Arati
Griffin corpo avulso nel sistema di gioco della Grissin Bon

A causa degli infortuni il lungo non farà subito le valigie Contro Milano la migliore prova stagionale di Gaspardo

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reggio emilia

Una Grissin Bon in chiaroscuro. La sconfitta di domenica a Milano, pur nettissima nel punteggio, non consegna una Reggio completamente negativa. In parte per quanto si è visto sul campo, in parte perché la rivale era davvero di una categoria a parte.

L’AX Armani è attrezzata per fare bene ai piani alti di Eurolega; al Forum la differenza si è vista nel terzo quarto, quando una fiammata della stella Mike James e l’aumento della fisicità, arrivata a stritolare i biancorossi, hanno chiuso ogni questione. Fino a quel punto non si era vista una brutta Grissin Bon, pur priva di Cervi, Elonu e Butterfield.



Le responsabilità offensive, ancora più del solito, erano tutte a carico di Ledo. Che ha mostrato anche maggior disciplina rispetto al solito, almeno in avvio, ed ha comunque regalato un secondo quarto da 11 punti, condito da alcuni cesti di impressionante talento. Un modo per ricordare che, come qualità, sarebbe un giocatore di quelli che Milano affronta al giovedì in coppa. Nel terzo periodo la difesa AX Armani lo ha fatto soffrire e parecchio, ma era praticamente l’unico oggetto delle attenzioni altrui. In tutto questo, Ledo si conferma un elemento da oltre 20 punti a sera in ogni circostanza, e in una serie A di continue altalene non è fattore da poco. Il finale con Varese ne è buona testimonianza.

Il problema è il contorno.

La fluidità offensiva ha lasciato parecchio a desiderare, e qui vanno considerati anche i meriti milanesi. Ma, se Ledo non crea, Reggio fatica a trovare molti spazi. Candi è apparso in buona crescita offensiva, ma i suoi punti sono frutto di buone giocate individuali, e lo stesso vale per Mussini. Anche Gaspardo, alla miglior prestazione stagionale, è stato bravo a sfruttare gli spazi presenti.

L’unico vero tessitore è Llompart, che contro avversari molto fisici inevitabilmente patisce il divario di forza e atletismo. L’assenza dei centri, comodo riferimento per scarichi e blocchi, ha peggiorato le cose e Griffin - in difficoltà nelle letture tattiche - non aiuta molto la causa. Un lungo intelligente come Aguilar potrà dare un contributo, in tal senso.



Per un tempo Reggio ha mostrato discreta efficacia, con i giocatori concentrati nelle rotazioni e negli aiuti. Poi il collasso contro lo strapotere altrui e la seconda sconfitta con più di 100 punti subiti in sei match. Le uniche due vittorie biancorosse sono arrivate quando l’avversario è rimasto sotto quota 80 (77 concessi a Sassari e 68 lasciati a Varese).

Nelle sconfitte la squadra di Cagnardi ha offerto spesso buone prestazioni offensive, ma a oggi i biancorossi sono evidentemente troppo fragili per permettersi sparatorie ad alto ritmo senza pagare il conto. L’applicazione difensiva dei primi 20’ con l’Olimpia è stata buona, i rivali rispetto al solito sono scappati meno volte in uno contro uno. Avellino è cliente rognosa, con il talento individuale di Cole e Green, mentre nello scontro-salvezza con Pistoia l’attenzione dovrà essere massima.



L’ala Usa oggi è un problema tecnico palese, nonostante le indubbie doti. Appare slegato dalla squadra, poco integrato negli schemi e neppure così intenzionato a crescere in quest’ottica.

Giocando da centro ha fatto vedere discreti sprazzi, uniti però a black out completi.

L’arrivo di Pablo Aguilar potrebbe essere una motivazione, ma anche la mazzata definitiva. —



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